Ormai siamo più che entrati nel 2020, ma torniamo un attimo indietro nel 2019, precisamente torniamo in data 14 novembre quando Matteo Salvini fa il suo commizio nella città di Bologna al Paladozza, che ha una capienza di 5.500 persone. Da questa notizia si è scatenato un vero e proprio movimento, il movimento delle “sardine”. La storia di come nasce questo movimento è molto semplice, un’idea, come ha spiegato il giovane al Resto del Carlino, nata nel corso di una notte insonne insieme a tre amici: Roberto Morotti, 31 anni, ingegnere, Giulia Trappoloni, 30 anni, fisioterapista e Andrea Garreffa, 30 anni, guida turistica. Santoni non poteva accettare che a Bologna la Lega di Matteo Salvini facesse campagna elettorale a sostegno della candidatura di Lucia Borgonzoni alla poltrona di presidente della regione Emilia Romagna. Da qui l’idea che all’appuntamento leghista per il 14 novembre al Paladozza venisse contrapposta una sorta di manifestazione flash mob di piazza in funzione anti-Lega.”Volevamo essere almeno uno in più di loro, la mattina dopo ci siamo sentiti e abbiamo organizzato tutto velocemente” ha ricordato ancora Santoni. Il nome “sardine” nasce dall’idea di stare tutti stretti stretti come sardine in una scatola a dimostrazione che la piazza antileghista è forte e numerosa. Vicini e silenziosi come pesci per abbassare i toni da quella che via Facebook è stata definita “retorica populista”.L’invito ufficiale diceva: “Nessuna bandiera, nessun partito, nessun insulto. Crea la tua sardina e partecipa alla prima rivoluzione ittica della storia”.Dato che il Paladozza, dove era in programma la manifestazione della Bergonzoni e di Salvini può contenere 5.570 persone ai 4 amici sarebbe bastato metterne insieme 6.000 per superare il rivale.Il tutto è partito con il nome di “Seimila sardine contro Salvini” dove si invitavano i bolognesi ad accorrere numerosi in piazza spiegando: “Il Paladozza ha una capienza massima di 5.570 persone. Non puoi andare oltre, per problemi di sicurezza e soprattutto di spazio. Ecco allora che vogliamo lanciare un flash-mob: abbiamo misurato che sul crescentone di Piazza Maggiore ci stanno fino a 6.000 persone”. E così in 15mila sono arrivati giovedì 14 novembre a Piazza Maggiore armati di sardine di cartone per quella che non avrebbe dovuto essere una manifestazione politica ma un flash mob della società civile. In realtà in molti ci vedono dietro burattinai della sinistra che, da dietro le quinte, tessono le file di un potenziale movimento nato dal basso. I 4 ragazzi, inoltre, non si sono fatti trovare impreparati al successo della loro “rivoluzione ittica” e hanno organizzato altri eventi altrove. Dopo Bologna, infatti, è stata la volta di Modena dove gli anti Salvini sono stati 7.000 stretti come sardine in Piazza Grande. Anche in questo caso l’antileghismo era tutto indirizzato a boicottare la candidatura della Borgonzoni alla guida della regione. Via Facebook digitando “6.000 sardine” compaiono eventi in fieri in mezza Italia: da Firenze a Torino o Rimini. Queste manifestazioni continuano ancora oggi nel 2020 e penso che andranno avanti, per questo sicuramente in questo 2020 si svilupperanno molti movimenti perchè con questo si è dimostrato che tutti mossono far muovere le masse e organizzare eventi con migliaia di persone.

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