Pensando ai fatti che più hanno caratterizzato l’anno appena passato, me ne viene in mente solo uno, in quanto è quello che mi ha colpito maggiormente e di cui più ho sentito parlare: il cambiamento climatico.

Come si dice? “Anno nuovo, vita nuova”? Bè, non è proprio così: infatti le conseguenze del fenomeno si sentono tutt’ora nel 2020, e di certo continueranno a farlo.

 

Il 2019 si è aperto che già conoscevamo la piccola Greta Thunberg, volto del movimento #FridaysForFuture, la quale ha fatto sì che, il 20 settembre, milioni di persone siano scese nelle piazze per far capire al governo che deve dare una svolta a questa situazione drastica.

 

E per situazione drastica intendo: lo scioglimento dei ghiacciai e l’innalzamento del livello del mare, temperature altissime e precipitazioni abbondanti.

Tutto questo ha ovviamente altre conseguenze sulla popolazione e sugli animali che vivono nelle zone interessate dal fenomeno.

 

Invece il 2020 si è aperto con un evento che sta letteralmente distruggendo l’Australia: un incendio di dimensioni mai viste.25 morti, 10.000.000 di ettari di terra distrutti, 1.400 abitazioni bruciate e più di un MILIARDO di animali rimasti vittime delle fiamme, questi sono i dati.

 

Dati che personalmente, come ho detto all’inizio, mi hanno colpito molto e mi fanno pensare alla crudeltà umana, che fa finta di agire, ma in realtà sta a guardare fin quando non si è colpiti direttamente.

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