Fare una mappatura delle migliori città italiane non è semplice.

Ci sono mille e più variabili che vanno considerate, anche pensando alle forti differenze che registrano le nostre province e regioni.

Abbiamo tutti esigenze diverse.

Eppure ci sono dei valori che sono uguali per tutti e che tutti desidereremmo che fossero alti:

Lavoro, servizi e tempo libero.

Il lavoro è senz’altro fondamentale, ma io vorrei che si parlasse anche della tipologia di lavoro in cui gli abitanti sono impiegati.

Una provincia potrebbe avere anche il 100% dell’occupazione, ma avere tutti netturbini e dunque un livello culturale e produttivo nonché di prospettiva per migliorare la propria condizione sociale, molto bassa.

Dunque trovo che parlare della qualità del lavoro sia fondamentale.

Eppure non siamo tutti stacanovisti, anzi, siamo essere umani e abbiamo bisogno di molte altre cose. C’è bisogno di strutture recettive per favorire l’aggregamento sociale e soprattutto c’è bisogno di cultura facilmente reperibile.

Quindi un metro di valutazione che potrebbe essere ottimo sarebbe uno che valuta la quantità e la qualità di servizi come biblioteche o circoli culturali e di persone che ci si dedicano. Inoltre anche l’efficienza dei servizi che facilitano la nostra vita è fondamentale. Un’efficiente rete di autobus è un ottimo valore, ad esempio, in quanto permette a chiunque non abbia la macchina o non la voglia prendere per qualsiasi ragione di raggiungere rapidamente ogni luogo. Senza parlare poi della diminuzione del traffico, dell’inquinamento della città e dunque delle migliori prospettive di salute.

Dunque abbiamo parlato di servizi, culturali ma anche civici e di lavoro, ma importantissimo è anche il costo della vita, che in un certo senso è legato agli argomenti prima trattati.

Infatti se il costo della vita è basso chi vive nella città ha più possibilità di spendere i suoi soldi, concedendosi più cose come viaggi, che sono sempre accrescimenti che ogni stato dovrebbe augurarsi per i suoi cittadini.

Inoltre con più denaro in tasca che non viene sottratto delle spese di prima necessità c’è più possibilità di acquistare cose secondarie che dunque fanno girare maggiormente l’economia. Senza parlare poi dell’incremento demografico che si avrebbe, in quanto avendo più soldi e dunque una maggiore stabilità, le famiglie si sentirebbero più sicure ad avere dei figli.

Inoltre se ci fosse un generale benessere, derivato da buon lavoro e basso costo della vita, si andrebbe quasi ad annullare la criminalità, del momento che questa viene sempre dalle sacche di povertà che non hanno altra scelta per sopravvivere se non quella di delinquere.

Per tutti questi motivi credo che il costo della vita sia, insieme agli altri, uno dei più importanti metodi di valutazione per classificare le migliori città italiane.

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