Con la vittoria schiacciante di Johnson e il fallimento totale dei Laburisti dopo le elezioni, possiamo definire certa l’entrata in vigore della Brexit. Johnson ha infatti stabilito che in un arco di tempo lungo massimo un anno il Regno Unito dovrà definire con Bruxelles l’accordo di uscita dall’Unione Europea. L’accordo in questione è stato definito da molte persone “Il cambiamento in Europa più importante dopo la fine della seconda Guerra Mondiale”, poiché sarà la causa di molteplici mutamenti che colpiranno direttamente o indirettamente tutti gli abitanti dell’UE. In modo più specifico saranno proprio le persone che risiedono nel Regno Unito e che hanno solamente la cittadinanza europea e non quella britannica a subire i maggiori stravolgimenti. Johnson è stato molto esplicito nel dire che tutti i cittadini europei si dovranno mettere in regola entro la fine del 2020, altrimenti saranno espulsi da paese. Per farlo gli abitanti con cittadinanza europea, che hanno vissuto nel Regno Unito per almeno cinque anni, posso chiedere il permesso di residenza permanente, chi invece risiede nel paese da meno di cinque anni può chiedere un pre-permesso per la residenza, per poi cercare di ottenere quella definitiva alla fine degli anni prestabiliti. Questa seconda opzione è però molto meno sicura della precedente, infatti il conseguimento della cittadinanza dopo aver ricevuto il pre-permesso non è automatico: il suddetto residente deve ricominciare da capo e richiedere il permesso, senza avere alcuna garanzia riguardo all’ottenimento dello stesso. In mancanza di un permesso di soggiorno le persone si potranno dotare di un visto di lavoro, che però gli renderà impossibile usufruire dei sussidi statali e dell’assistenza sanitaria gratuita del National Health Service, per farlo dovranno infatti pagare 625 sterline allo Stato (questa spesa serve solo per l’assistenza sanitaria, non comprende i sussidi statali). Questo sistema, decretato da Boris Johnson e il suo partito, è stato proposto con l’intento di rendere più equo il modo in cui lo stato tratta tutti gli stranieri. Ovviamente, non essendo più un paese dell’UE anche i turisti si dovranno dotare di un visto, di durata massima fissata a tre mesi, e sarà necessario il passaporto per entrare nel paese. La scelta di uscire dall’UE può essere sicuramente definita azzardata poiché all’inizio, ed è in parte già successo, l’economia subirà un grande contraccolpo, sebbene quella Britannica sia abbastanza stabile da poterlo reggere, e anche perché il Regno Unito si potrebbe precludere da solo l’arrivo di molti giovani istruiti, provenienti da altri paesi dell’Unione, che vengono lì per lavorare, questo non perchè sia impossibile farlo, ma perchè diventerà un’operazione molto più complessa.

 

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