Le ultime elezioni in Gran Bretagna hanno segnato l’uscita del paese dall’Europa. Molti sono quelli che fanno coincidere la Brexit con l’inizio di un periodo di recessione per l’Inghilterra. La finanza, da sempre tessuto nervoso del paese, ha già iniziato a risentire del nuovo provvedimento. Il quale deve ancora definire i termini di uscita con l’Unione Europea, che forse più dell’Inghilterra, non ha ancora trovato la risposta adeguata per reagire al volere popolare britannico. Ma aldilà delle sorti economiche che riguarderanno la Gran Bretagna, sicuramente rilevanti, più attesi e pieni di concitazione sono i provvedimenti che il governo deciderà di prendere riguardo la parte della popolazione costituita da immigrati. Esiste poi un altro lato della Brexit, che sfortunatamente non viene preso in esame, ovvero la concomitanza dell’uscita del paese in questione dall’Europa, come conseguenza di un problema che affligge nel profondo tutta la società moderna, si assiste, infatti, ad un processo di decadimento dei valori sociali, dove fratellanza uguaglianza e libertà non sono più uno conseguenza dell’altro. Proprio per questo è molto preoccupante che un paese come la Gran Bretagna, da sempre primo nella rivendicazione dei diritti civili, per mezzo del susseguirsi di svariati movimenti a favore della parità di genere e in aiuto dei più deboli, sia convinto che contando unicamente sulle proprie forze possa essere in grado di imporsi finanziariamente sul mercato globale e culturalmente nella  società mondiale. Tuttavia ciò che ritengo più allarmante è l’evidente mancanza di reale comprensione della parola democrazia, dato che frequentemente si parla di Brexit come scelta democratica del popolo. Quando invece una scelta si può definire democratica solo ed esclusivamente se  il popolo rendendosi partecipe della vita politica della propria nazione è stato informato adeguatamente degli inevitabili rischi e delle conseguenze dei provvedimenti che ha deciso di supportare o meno. Altrimenti il risultato di un’elezione non rappresenterebbe il frutto di una scelta consapevole e quindi la risposta ad un bisogno reale del popolo. Ma bensì un grido di protesta, sinonimo di una necessità a cui il governo non è stato in grado di rispondere.

 

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