Evadere il fisco è diventata ormai una formalità nella vita di molti, specialmente in paesi come l’Italia, dove il controllo sul pagamento delle tasse sembra sparito nel nulla. Il tasso di evasione raggiunge circa il 12% del Pil nazionale: circa 100 miliardi di euro! Non sembra una novità che in Italia questo sia uno degli “sport” più praticati. Ciò che fa davvero male capire però, è l’irrazionalità del gesto compiuto, perché davanti ad un riparo a lungo termine, preferiamo una casa di paglia che dura un mese. Spesso chi evade le tasse crede di rimanere al sicuro da eventuali conseguenze, ma in realtà non fa altro che causare ingenti danni, sia all’economia di Stato, sia a quella familiare, perché a causa di quei gesti, le tasse aumenteranno e saremo a costretti sempre a sforzi più grandi per mantenere il passo con i pagamenti. Non ci si accorge di far del male a sé stessi, ai propri figli e al paese in generale, perché ognuno rimane chiuso nella sua mentalità e pensa solo a come sopravvivere al momento, non apre i suoi orizzonti verso un bene superiore che porterà poi beneficio a tutti.

Spesso e volentieri questo furto allo Stato viene commesso da lavoratori autonomi e ditte individuali: i diretti interessati, nel caso di poco profitto dal loro lavoro, non si sentono in dovere di pagare le tasse poiché “se lo fa lui, perché io non posso?” . Questo di solito è il motto con cui si giustificano tutti gli evasori, e quando le tasse si inaspriscono insieme alle leggi, allora la colpa diventa dello Stato che non diminuisce i pagamenti. Siamo arrivati al punto di incolpare gli altri per un danno che causiamo noi stessi, e sempre più sembra avvicinarsi ad un punto di non ritorno.

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