L’articolo 53 della Costituzione italiana dice che qualsiasi persona che ha la possibilità di produrre ricchezza, è in grado di pagare le tasse stabilite dallo Stato. L’apporto di tributi è un dovere di tutti, e soprattutto è definito un gesto di solidarietà nei confronti delle altre persone che risiedono nel nostro stato. Purtroppo, non tutti rispettano questa norma, e in diversi modi e con vari raggiri alcuni riescono ad evitare di pagare e continuano a svolgere la loro attività normalmente. In questo caso avviene l’evasione fiscale, nel momento in cui il contribuente occulta in modo illecito la materia imponibile che ha prodotto e non paga l’imposta relativa a questo quantitativo.

Non è una questione nuova, ma si trascina in Italia da decenni. Per ragioni anche storiche, ampi strati di popolazione avvertono lo Stato come un’entità astratta ed estranea al proprio benessere individuale e familiare. L’italiano medio si accontenta di curare il proprio orticello non preoccupandosi della comunità e dei problemi collettivi. Anzi, spesso si guarda allo Stato con profonda diffidenza, un’entità vissuta dalla maggioranza degli italiani come ostile e persecutoria, invece che come dispensatrice di servizi necessari, come ad esempio la sanità, l’istruzione, la sicurezza, la giustizia e la previdenza.

L’italiano medio vive nel culto della furbizia, non comprendendo che se in una società tutti si comportassero con senso civico, nel rispetto delle regole e di criteri di equità e di giustizia, tutto funzionerebbe meglio e sarebbe più piacevole. Il senso civico degli italiani è ancora scarsamente evoluto e probabilmente è la causa principale dei mali che affliggono il Paese. Troppo spesso per l’italiano vivere alle spalle del prossimo, esercitare la propria presunta furbizia ai danni dei cosiddetti “fessi” è motivo di orgoglio, anziché di vergogna.

Per contrastare questo problema è necessario che ognuno di noi inizi quotidianamente dal suo piccolo. Anche se i controlli ci sono e chi è stato scoperto ha pagato tutto con gli interessi, sono ancora tanti quelli che non sono stati scovati. Perciò dovremmo esigere lo scontrino o la fattura ogni
volta che acquistiamo qualcosa o percepiamo un servizio. Molto spesso non li richiediamo perché non abbiamo nessun tornaconto, o perché ci viene offerto uno sconto. Se però i consumatori potessero scaricare una percentuale delle spese per i beni di consumo, avrebbero più interesse a chiedere lo scontrino e la fattura e l’evasione si ridurrebbe in modo drastico.

Quindi si potrà giungere a soluzione solo se si provvede a un rinnovamento culturale, civile ed economico dell’Italia.

 

 

 

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