Sembra proprio che il XXI secolo sarà il secolo dell’Africa, o così dicono. E non dicono affatto sciocchezze. Non raccontano fesserie se dicono che la popolazione africana si duplicherà entro 35 anni; non mentono se dicono che il Pil dei 45 paesi che costituiscono l’Africa subsahariana sarà, in tutto, del 26,3% e di certo non è una bugia se dicono che dei 41 Paesi al mondo che stanno crescendo rapidamente 22 son africani.

Il fatto che l’Africa sarà protagonista indiscussa di questo secolo è confermato dalle multinazionali – soprattutto cinesi e russe- che stanno investendo grossi capitali su questo continente e dalle megalopoli africane che si stanno andando a formare. Sembra che, di colpo, quell’immagine di un’ Africa disperata, che veniva trasmessa in televisione, sia sparita nel nulla. O meglio, accanto a quell’immagine se n’è aggiunta una nuova: un’Africa ricca di risorse naturali e di fonti di energia, destinata a ribaltare i mercati globali e ad oscurare le potenze economiche oggi dominanti.

Che si tratti tutta di un’esagerazione o meno, c’è del vero nella faccenda. E forse, chi lo sa, l’Africa è davvero destinata a sedere accanto alle grandi nazioni mondiali. Probabilmente ha sempre avuto quello che serve per divenire una grande potenza, semplicemente nessuno se n’è accorto prima di ora.

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