L’Africa per molto tempo è stata quasi odiata dall’uomo. Malcom X disse che non si può odiare le radici di un albero e non odiare l’albero e che quindi non si può odiare l’Africa senza odiare se stessi. Proveniamo tutti da lì, è la nostra anima e il passato non va dimenticato.  Africa è origine: viviamo portando con noi i doni che i nostri antenati ci hanno fatto. La rivoluzione che ci attende è il sogno e la speranza dello schiavo. Molte potenze, tra cui la Cina, hanno già investito su di lei perché si sono resi conto che sarà lì il futuro. Dopo secoli l’Africa avrà la sua rivincita; dopo secoli l’Africa non sarà più l’ultimo dei continenti; dopo secoli l’Africa sarà libera. Non ci vuole molto a capire che tutto accade per una ragione.  Centomila anni fa, l’umanità è partita del continente nero per colonizzare il mondo e entro questo secolo, il grosso degli uomini e delle donne che popolano il pianeta sarà originario dell’Africa. È come un cerchio che si chiude.

L’Africa però oggi non è compresa; è ancora vista come un oggetto. Riesci a sentirlo? Quel fruscio che senti nelle foglie, nel mare, nel vento è il suo urlo disperato; è lei che chiede aiuto. Sta urlando di smetterla di usarla e il suo è un sonoro basta allo sfruttamento perché non è così che deve essere. È un fiume di lacrime; è persa sotto la corrente, sotto le onde.  Anche se è stanca; stanca di vivere su una giostra, logorata dalle cose che non cambiano e che la stanno distruggendo, ha sempre una speranza. Sa che Dio le restituirà ciò che è suo. La chiamo rivoluzione perché se ci si riflette bene quello che succederà scombinerà il modo che tutti hanno di vederla.

Una volta qualcuno diceva che l’Africa è un pensiero, un’emozione, quasi una preghiera, fatta di silenzi e di tramonti e dove le stelle e la luna sono più nitide e belle. È questione di attimi e a breve lascerà alle spalle le notti di terrore e paura e si solleverà in un giorno meravigliosamente limpido che la farà risplendere così che tutti possano ammirarla nella sua bellezza. Molti artisti dei giorni nostri si sono resi conto che l’Africa, essendo un mix di culture, è un continente speciale; unico.  È interessante come molti di loro, in particolare afroamericani organizzino, magari per una volta, un viaggio che gli permetta di riscoprire le proprie radici. La mia cantante preferita Beyoncè lo ha fatto e poi una volta mamma ha voluto portare anche i suoi figli. Mi ha molto stupito questo suo amore per l’Africa e mi ha spinto a volerne sapere di più. Ho chiesto quindi a mio padre, che è originario del Senegal, come descriverebbe la sua casa e lui mi ha risposto solo dicendo: magica.

Deve essere proprio vero che una volta che la conosci poi non puoi più farne a meno. Tutto lì da un senso di grandezza, di libertà e nobiltà suprema. Ho sentito dire che laggiù si uniscono coraggio di vivere e leggerezza nel cuore perché in fondo essere africani significa essere fortunati.

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