Sempre più società, per la maggior parte aziende cinesi, hanno iniziato a investire sulle risorse dell’Africa. Anche alcune aziende italiane come Ferrero e ENEL hanno iniziato a investire in questo continente. Infatti, nonostante vi siano conflitti, disordini e crisi, l’Africa sta avanzando verso l’urbanizzazione e lo sviluppo di nuove tecnologie e il Pil di questo continente è in crescita.
Anche la popolazione è in crescita infatti si stima che nell’arco di circa 20-30 anni la popolazione attuale cresca di un miliardo di abitanti circa.
Inoltre l’Africa genera ogni anno più di 500 miliardi di introiti e altre entrate fiscali. Nonostante ciò il continente africano spende circa 300 miliardi di dollari in importazioni di beni che potrebbe produrre internamente se i governi promuovessero l’industrializzazione. Grazie a delle politiche adeguate, il processo di industrializzazione dell’Africa potrebbe portare il continente a migliorare la produttività e a progredire tecnologicamente aumentando anche posti di lavoro.
Allo scopo di incrementare il commercio tra Stati africani e accelerare i processi di integrazione regionale e continentale è nato un accordo commerciale, l’AfCFTA(African Continental Free Trade Area). Questo accordo prevede che i Paesi firmatari eliminino i dazi e le barriere tariffarie sul 90% delle merci, mentre il restante 10% di dazi verrà eliminato in una seconda fase.

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