Dal punto di vista strettamente giuridico, il femminicidio è un omicidio doloso e raramente involontario. Da quello culturale: il femminicidio indica l’accanimento aggressivo che hanno gli uomini nei confronti delle donne, che molte volte porta alla loro morte. Principalmente sono donne uccise da mariti, o ex, fidanzati o dal proprio padre per esser andato contro scelte imposta da essi. Dall’inizio del 2013 la Stampa ha deciso di monitorare annualmente i casi di femminicidio partendo da 73 casi di esso per lo più nelle zone milanesi e napoletane con arma da taglio, mani nude e anche armi da fuoco. I dati aumentano e non poco, infatti nel 2018 ci sono stati più di 105 casi, che quindi sta a significare che ogni 72 ore c’è stato un omicidio. Gli aggressori prima di commettere tali azioni, se si parla di ex-mariti o fidanzati, stalkerano insistentemente la vittima minacciando tutti coloro che stanno intorno ad essa. Il fatto che i numeri crescano non fa ben sperare, fortunatamente dal luglio 2019 è nata una misura di nome codice rosso che stabilisce una serie di pene nei confronti del femminicidio e tutte le violenze fatte su donne, nata dalla conduttrice Michelle Hunziker e la ministra Giulia Bongiorno. a dura realtà è che in questo contesto la donna che subisce violenza appare sola, spesso madre e moglie, senza indipendenza economica. Si pone poca attenzione alla realtà familiare preferendo far riferimento a raptus degli omicidi piuttosto che parlare apertamente di uomini violenti che agiscono consapevolmente.
Per un’analisi seria quindi è necessario capire qual è oggi il ruolo della donna in un contesto del tutto maschile, in cui è l’uomo ad avere il potere in tutti gli ambiti della società. La donna è considerata inferiore all’uomo e quindi una merce, una identità che non può avere un ruolo autonomo e attivo nei vari settori della vita. E questo è un dato di fatto se consideriamo le discriminazioni che ancora ci sono a livello normativo, economico, politico, sociale e culturale. Questo fenomeno è veramente disgustoso, disumano e ingiustificabile e gli inadempienti meritano le giuste conseguenze. Le parole d’ordine non sono analisi e ricerca di soluzioni ma spettacolarizzazione di storie a cui ci si deve appassionare. Sotto questo aspetto il Paese ha ancora molto da fare e da ripensare è soprattutto il ruolo dell’uomo perché è proprio l’uomo ad apparire, nella sua incapacità di adattarsi al cambiamento dei tempi e di affrontare l’universo femminile in un ambito paritario, il vero sesso debole. Le leggi devono essere più severe affinché tutelino le donne dando loro il sostegno giusto a sentire il coraggio di denunciare per ricominciare una nuova vita.

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