Questa è la storia di una ragazza e un ragazzo, è una storia globale, è una storia che si verifica più volte al giorno tutti i giorni dell’anno e in ogni tipo di famiglia in ogni città e paese, questa è la storia più grande dietro la violenza contro le donne. Questa storia non ha un lieto fine perché questa storia racconta della disuguaglianza di genere, che contribuisce all’omicidio di innumerevoli donne ogni anno.

Questa storia suona però come un racconto: questa storia parla di una donna normale, le viene detto che carina ma non intelligente, di una ragazza a cui viene imposto di non giocare a calcio e comunque non c’è squadra di calcio femminile a scuola; comunque lei cresce e si abitua alle molestie dagli uomini per strada.

Così, nella nostra storia si inserisce un uomo normale; da ragazzo apprende che le donne non lo sono pari a lui, fin dalla tenera età anche sebbene entrambi i suoi genitori lavorino nei fine settimana sua madre fa le pulizie mentre papà guarda gli sport, quando piange suo padre gli dice di smettere di essere una tale ragazza.

Queste pratiche di norme sociali e le strutture hanno deformato sia il ragazzo che la ragazza che crea una società in cui le donne sono valutate meno e gli uomini devono dominarle e avere in mano il controllo. In tale la mancanza di rispetto l’ostilità del mondo è scusata e la violenza contro le donne è molto più probabile ed incontrollabile.

Ma torniamo alla nostra storia: la ragazza cresce in una donna, il ragazzo cresce in un uomo e si sposano. Hanno avuto la stessa educazione e fa un lavoro simile ma lui guadagna di più, viene rapidamente promosso, come  d’altronde tutti gli altri uomini nell’azienda, mentre lei arriva affannata a casa, fa tutte le faccende domestiche mentre prende il controllo le loro finanze congiunte, visto che è lui il capofamiglia, e del divano.

Quando rimane incinta il suo capo dice che non può tornare in part-time, il che la rende socialmente isolata e finanziariamente dipende da lui, che controlla il processo decisionale. Lei non lo sono è  oramai dipende da lui per tutto e quindi non dice mai a nessuno quando lui ha iniziato a colpirla, lei non dice niente alla sua famiglia o agli amici, lei diventa sempre più isolata, non ha nient’altro che lui. Così convive con la violenza fino a quando la loro storia finisce in un modo o un altro.

Questa storia non è una tantum, è una storia condivisa da moltissime donne, che sperimentano la violenza come conclusione di una vita vissuta in una società dove donne e uomini non sono trattati ugualmente.

Ma noi possiamo cambiare la storia. Una migliore istruzione e un vero impegno di qualità verso quegli uomini e ragazzi che stanno crescendo sotto una mentalità sbagliata possono impedire a questa storia fin troppo comune di ripetersi.

Un nuovo capitolo è già stato scritto da molti uomini per i quali è normale valorizzare le donne e avere cura  di relazioni rispettose. Tutti dovremmo essere coinvolti nella crescita dei bambini, nel trattare le donne come pari sul posto di lavoro. Quando donne e uomini hanno pari poteri e opportunità la violenza nella società contro le donne è meno probabile e possiamo creare una società di uguaglianza che potrà guardare con dispetto a questa storia.

1+
avatar
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2020 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account