La donna è uscita dalla costola dell’uomo non dai piedi perché dovesse essere pestata, né dalla testa per essere superiore, ma dal fianco per essere uguale…  un po’ più in basso del braccio per essere protetta e da lato del cuore per essere amata.  (William Shakespeare)

Il 31,5% delle donne, 6788000, ha subito nella sua vita una qualche forma di violenza fisica, psicologica o sessuale. E otto vittime su dieci non riescono a denunciare l’autore della violenza.  In Italia una donna viene uccisa ogni 72 ore.  Fino a quando le donne non riescono a sentirsi al sicuro, vivendo libere dalla paura e dalla violenza, potremmo davvero dire di vivere in un mondo giusto? 

Oggi gli episodi di violenza sulle donne, stanno diventando innumerevoli e ogni giorno si sente parlare di femminicidio. Non è normale che sia normale. Non è normale che una donna venga uccisa proprio in quanto donna, come se questo fosse il movente. Viviamo in una società moderna ma ancora maschilista. Pensieri e parole che verso una donna assumono un altro significato. In negativo. Parole come, “uno squillo”, “una squillo”, “ un ragazzo di strada”, ”una ragazza di strada, “un ragazzo disponibile”, “una ragazza disponibile” che, volti al femminile, assumono sempre lo stesso significato ovvero una poco di buono. Una società guidata dagli uomini che pensano di essere talmente potenti da avere il diritto di usarci e trattarci come loro proprietà.

Siamo donne e ogni giorno ci vengono date indicazioni. Siamo donne e ci dicono che non possiamo camminare di notte da sole per strada. Siamo donne e ci dicono sempre di fare attenzione a dove andiamo e a con chi usciamo. Siamo donne e ci viene sempre detto di non indossare un vestito troppo corto; gonna corta, poco di buono. Dicono che siamo donne, e a lavoro bisogna fare il doppio per procurarsi lo stesso stipendio di un uomo. Continuano dicendo che siamo donne, e non possiamo andare tranquillamente in discoteca senza che vengano fatti pregiudizi immorali. Siamo donne, affermano, ed abbiamo un pensiero, un ideale. Siamo donne, siamo libere, e riusciremo a ottenere un lavoro per ciò che sappiamo e ciò che abbiamo imparato. Siamo donne e se indossiamo un vestito corto, il problema non è nostro ma del vostro autocontrollo e della vostra sconsideratezza. Siamo donne, e se diciamo di no, voi togliete le mani.

“È stato un incidente, sono caduta”, “ Ho battuto il braccio per distrazione”. Attenzione a quegli uomini che vi vogliono come dicono loro, che dopo qualche tempo cercano in qualche modo di manovrarvi, manipolarvi. Attenzione alla violenza che non lascia lividi, che non fa rumore, ma fa comunque a pezzi. Attenzione, perché chi vi ama non vi fa sentire inadeguate, come se non foste mai abbastanza. Sogno un mondo in cui le donne possano essere felici e libere di essere tali. Di non sentirsi sempre nell’ombra dell’uomo. Un mondo che non faccia distinzioni nello stipendio per il sesso di una persona. Un mondo in cui le donne, dopo aver denunciato il loro violentatore, vengano protette. Sogno un mondo che non giustifichi il male, un mondo senza scuse.  Sogno un mondo che non resti in silenzio. 

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2020 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account