Nel 2018 i casi di femminicidio in Italia sono stati 142; dall’inizio del 2019 ad oggi, ogni mese 88 donne sono vittime di violenza, ciò significa che ogni 15 minuti una donna viene maltrattata. La cosa che più stupisce in questi casi è che la maggior parte dei femminicidi avviene avvengono nell’ambiente familiare che, invece che essere un ambiente di sicurezza e conforto diventa di paura e sgomento. Quello che od oggi fa riflettere è che soltanto una donna su 1000 si rivolge ad un centro anti-violenza. Da quanto riferito dal centro “Donne e Giustizia” di Ancona, risulta che le donne vittime di violenza non sono soltanto straniere e quindi cresciute con una cultura di donna sottomessa e “schiava” del proprio uomo, ma anche donne italiane e colte, come ad esempio medici e avvocati. Molte donne si sentono colpevoli, quasi meritevoli dei maltrattamenti che subiscono e tendono a giustificare il proprio compagno. Spesso le donne non denunciano per paura: le donne colte ed in vista, per paura di ripercussioni sulla propria immagine, mentre le donne di basso ceto sociale per paura di non poter affrontare tutti gli sviluppi che una denuncia per stalking comporta. Spesso le donne subiscono per paura che venga loro tolta la potestà genitoriale. La legge attuale tutela molto più che in passato le donne: innanzitutto non sono date “in pasto” alla stampa, ma c’è sempre molto riserbo sulle notizie da dare poiché la stampa può pubblicare l’articolo solo se le vittime lo consentono. Una donna che denuncia è molto più tutelante per un figlio di una che lo “costringe” alla violenza assistita. La nuova legge detta “codice rosso” che prevede che il magistrato venga subito a conoscenza del fatto, che siano lesioni, maltrattamenti o violenze, e la persona offesa debba essere ascoltata entro tre giorni, stabilisce anche il gratuito patrocinio, indipendentemente dal reddito.

 Secondo me servirebbe un’educazione generale per uniformare tutte le culture e bisognerebbe avere la certezza della pena, purtroppo molti condannati non espiano interamente la pena per motivi diversi, come la buona condotta etc.. Un uomo che maltratta la propria donna, secondo me, non cambia, a meno che non subisca una pena adeguata e non affronti un percorso psicologico di recupero.

Eleonora Nobili

 

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