Circa 88 vittime al giorno nel 2019. Questi sono i numeri  dell’Istat che indicano le donne, in  media, che subiscono violenze.

Molto frequente negli ultimi anni, il femminicidio, è un fenomeno che, purtroppo, ha colpito tutto il mondo. Discriminazioni, abusi e violenze sono all’ordine del giorno e la donna è tenuta a sopportare tutto questo. 

Siamo tanto bravi a parlare e mai a compiere fatti concreti: alla luce del giorno, nonostante le mille campagne, gli infiniti discorsi e la pubblicità di questo “problema” nelle scuole, la donna è ancora vittima di questo scempio.

Cosa possiamo fare per ridurre questo doloroso fenomeno?

Sicuramente si dovrebbe partire dal presupposto che non esiste un sesso debole e che, piuttosto, sono deboli coloro che trattano una donna con atti di violenza. “Piccoli uomini” sono stati definiti e tali rimarranno. La parità esiste ormai da tanti anni e il sentirsi più forte, superiore, è segno d’ignoranza. 

Molte donne sono state uccise, altre portano ancora i segni della violenza subita sulla propria pelle. Quando finirà tutto questo? Quando, finalmente, si capirà che la violenza è il rifugio dei più deboli?

Sicuramente dovrebbero esserci più conseguenze, per questi piccoli uomini, dal punto di vista penale. Come si può non soffrire nel vedere la sofferenza altrui? Tu, uomo, come fai a non sentirti un verme mentre la picchi?

Non alzarle la voce, dille parole d’amore.

Non picchiarla, sfiorale il cuore.

Non provocarle nuovi lividi, bacia quelli che ha già.

Basta pensare che è debole: è sicuramente più forte di te che sai solo usare la violenza.

 

 

 

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