Il 25 novembre scorso è stata la Giornata contro la violenza sulle donne ma i casi di femminicidio in Italia non fanno altro che aumentare, a differenza degli omicidi che stanno sempre più diminuendo. Per femminicidio si intende qualsiasi forma di violenza esercitata in maniera sistematica sulle donne in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale, allo scopo di perpetuare la subordinazione di genere e di annientare l’identità attraverso l’assoggettamento fisico o psicologico della donna in quanto tale, fino alla schiavitù o alla morte. Nel 2018 sono state 142 le donne uccise, 119 in famiglia, 94 nei primi dieci mesi di quest’anno. Il movente principale è ancora la gelosia e il possesso. Sono in aumento anche le denunce per violenza sessuale, stalking e maltrattamenti in famiglia. Il 37,7% delle donne che sono tornate a convivere con il partner violento è perché lui le ha promesso di cambiare, il 30,2% per concedere al partner una seconda possibilità, il 16,4% per amore e il 27,6% per il bene dei figli. L’aumento dei femminicidi probabilmente è dato dal fatto che le giovani donne stanno iniziando a conoscere e ad utilizzare gli strumenti legislativi che sono stati messi in campo in questi anni. Purtroppo siamo completamente immersi nella cultura che pone l’uomo come modello dominante, e questo si può vedere in tantissimi casi, come per esempio nel mondo del lavoro in cui molto spesso le donne vengono pagate di meno dei loro colleghi maschi. L’uomo come modello dominante possiamo vederlo anche nel contesto familiare in cui all’uomo viene attribuito ancora il ruolo di chi assume le decisioni e quindi un ruolo di potere. La donna, d’altro canto, c’è una rappresentazione del femminile in cui la donna viene resa oggetto di qualsiasi cosa, può essere un oggetto con uno scopo di vendita, può essere utilizzata come oggetto nelle contrattazioni e quindi un corpo che viene abusato, maltrattato, oppure sminuito.
Ma di certo i femminicidi non diminuiranno grazie all’aggiunta di nuove leggi, nè tanto meno se vengono messe delle pene più severe. Le statistiche parlano chiaro, all’origini di tali reati c’è una concezione della donna completamente malsana e sbagliata ed è proprio questa che deve essere corretta e ciò non potrà avvenire grazie alle leggi o alle pene più severe, c’è bisogno di insegnare ai giovani uomini fin dalla nascita qual è il vero valore delle donne, bisogna educarli al rispetto dell’altro sesso, cosa che tra l’altro dovrebbe avvenire per sradicare qualsiasi tipo di discriminazione.

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