Hong Kong rappresenta un polmone finanziario importantissimo per la Cina, sicuramente avrete sentito parlare delle rivolte che con frequenza elevata si stanno scagliando in questa grande città, causando molti feriti.

La reazione del governo cinese è molto dura, caratteristica di un sistema oppressivo che mira a limitare e controllare la vita di ogni cittadino.

Tutto è cominciato a giugno quando il governo cinese ha proclamato una legge basata sull’estradizione di Hong Kong, alla quale i cittadini si sono ribellati; in poche settimane le manifestazioni e le ribellioni violente si sono incentrate su un unico obiettivo: la conquista di maggiore democrazia.

Nel 2047 l’indipendenza di Hong Kong scadrà ed entrerà a far parte dello stato Cinese con tutte le relative conseguenze evidenziate in precedenza.

Raffigurando il tutto si può pensare a un “tiro alla fune” dove la Cina prevale come forza economica e politica e i cittadini di Hong Kong fanno sentire la propria voce attraverso le violenze che in questi giorni invadono la città.

A parer mio la ribellione alla quale stiamo assistendo è sicuramente un estremo tentativo da parte dei cittadini che vogliono far valere le proprie ragioni di libertà e democrazia, due principi fondamentali per la vita di ogni cittadino del mondo.

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