La semplice critica ad una legge controversa ha portato Hong Kong a vivere nel caos totale, scenario di proteste e manifestazioni da parte di milioni di cittadini che fondamentalmente chiedono più democrazia. La maggior parte di loro non crea disordini ma non sono mancati casi di violenza. Una delle richieste principali di manifestazioni è di ritirare definitivamente il disegno di legge che prevede l’estradizione verso la Cina, la quale rappresenterebbe un primo passo verso l’ingerenza cinese nel sistema giuridico di Hong Kong. Alla luce di queste proteste, c’è il rischio concreto, che per tutelare la stabilità, i capi comunisti cinesi, si impongano nei confronti della società civile di Hong Kong aumentando le ingerenze. I funzionari delle opposizioni sono molto preoccupati della situazione poichè avvertono segnali di terrorismo. Hong Kong dovrebbe iniziare a negoziare con Pechino per mantenere anche solo una minima parte del grado di autonomia di cui essa gode. La paura più grande è che la Cina possa intervenire con la forza, infatti sostengono che, la pace può tornare solo sostenendo le forze di polizia nel reprimere le proteste. Essendo uno stato molto conservatore non è abituato a gestire situazioni complicate come queste- Le proteste sono uno strumento spesso adottato dalla società per farsi sentire. In un momento dove le disuguaglianze sociali sono particolarmente sofferte dai più giovani. I cittadini di Hong Kong interpretano la classe politica e quella imprenditoriale meno tutelativa nei loro confronti ma più legati agli interessi di Pechino.

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