Hong Kong è in totale disordine. Sono ormai mesi che nel territorio della città a sud-est della Cina vanno in scena continue rivolte dovute ad un disegno di legge emanato a giugno del 2019, che prevedeva l’estradizione (ovvero quella pratica per cui uno Stato consegna a un altro Stato un individuo che si trova nel suo territorio, ma che è oggetto di un’azione penale nell’altro) di latitanti verso Paesi dove non vi sono accordi di estradizione. Tutto era iniziato come una pacifica critica verso una legge controversa; i protestanti erano richiedenti di una maggiore democrazia all’interno della città. Con il passare delle ore questa protesta si è però trasformata in un vero e proprio attacco al potere. I manifestanti hanno ben 5 richieste: il ritiro dell’emendamento alla legge sulle estradizioni, già avvenuto il 24 ottobre; l’istituzione di una commissione indipendente di inchiesta sulle violenze della polizia; il suffragio universale; il rilascio dei manifestanti arrestati; l’eliminazione dell’appellativo di “rivoltosi”. “Cinque richieste, non una di meno”, è il loro slogan. Contro tali insubordinazioni la polizia cinese non è stata a guardare: nelle ultime settimane le squadre antisommossa hanno placato gli scontri aprendo il fuoco ad altezza uomo contro la folla, finendo per uccidere uno dei manifestanti. Ad oggi i poliziotti hanno arrestato oltre 4 mila persone. Ma il tremendo periodo che la città asiatica sta vivendo, oltre ad avere gravi ripercussioni in ambito sociale e politico, si riflette anche nel settore economico: infatti per qualche giorno è stato paralizzato l’aeroporto di Hong Kong, chiudendo pertanto qualsiasi possibilità di entrare o uscire della città. Persino la Borsa ne ha risentito, perdendo circa il 16% dai picchi di aprile e ha annullato i guadagni annui. Hong Kong e la Cina dovranno trovare un rimedio al più presto prima che questa crisi diventi un problema senza più sbocchi.

 

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2019 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account