Qualche mese fa Honk Kong sono iniziate le proteste contro il governo filo-cinese, poiché esso voleva stabilire una nuova legge sull’estradizione in Cina dei criminali con reati gravi, ovvero con condanne maggiori agli 8 anni.

Anche se il governo ha fatto passi indietro, la ribellione continua. Sin da quando fu colonia britannica dopo la guerra dell’oppio, la città fu considerata come un punto di incontro tra oriente e occidente, poi nel 1997 fu posta sotto il controllo (molto limitato) della Cina. La città è nel sistema “una Cina due sistemi”, ovvero in materia estera e militare si sottopone al governo di Pechino, ma è indipendente negli altri campi e può sottostare ad un’economia di tipo capitalista. Ma in caso di attacco da parte della Cina, anche le potenze occidentali potrebbero prendere provvedimenti che, prima di una soluzione armata, potrebbe essere economica con un blocco commerciale. La Cina è 2 per importazioni e 1 in esportazioni, soprattutto per materiale elettronico, ma è praticamente obbligata a comprare oro, circuiti integrati da altri paesi (indispensabili per elettricità)  e petrolio. Inoltre una delle nazioni in cui esporta di più è proprio Honk Kong e ciò potrebbe essere un duro colpo economico. 

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Commenti
  1. Mic 11 mesi ago

    Capolavoro, complimenti.

  2. Pierilda 11 mesi ago

    L’articolo mette a fuoco il problema e spiega sinteticamente il rapporto esistente oggi tra la Cina e l’ex colonia britannica. Attenzione alla scorrevolezza delle frasi e ricorda che. al posto di 1 e 2, occorre usare “prima” e “seconda”.

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