Il 9 Giugno 2019 segna un importante accadimento per Hong Kong e per tutto il popolo occidentale. L’inizio delle rivolte, delle violenze che sussistono tutt’oggi. La Cina annuncia per la prima volta la fine dell’indipendenza della regione, che avverrà nel 2047. In questa data, Hong Kong inizierà a far parte dello stato cinese. Le forti resistenze dei cittadini, che non rinunciano nel difendere la propria libertà, hanno generato però una corrispondente resistenza cinese. La Cina ha già mosso i primi passi verso la propria difesa e non ha intenzione di tenere invita queste ribellioni per altro tempo.

È una vera e propria lotta tra potenze mondiali. Da una parte la Cina, con la sua politica e cultura intoccabili. Dall’altra Hong Kong, con una delle economie più forti al mondo, nonché uno dei pilastri economici internazionali. Due paesi il cui eventuale scontro porterebbe a conseguenze gravissime per tutto il mondo occidentale.

Non tutti gli Stati sono rimasti impassibili di fronte a questa situazione. Gli USA, schierati con i protestanti, infondono speranza. Ma la violenza generata da Pechino non accenna a fermarsi. Una situazione che, se non supportata dagli Stati politicamente più potenti, rischia di disfare l’equilibrio tra i popoli.

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