Negli ultimi mesi a Hong Kong sono avvenute molteplici proteste, più o meno pacifiche, contro alcune leggi, riguardanti il rapporto tra la stessa città e la Cina. Le proteste sono iniziate quando il governo di questa regione, ha formulato un emendamento che rendeva possibile l’estradizione dei cittadini di Hong Kong, che avevano commesso alcuni reati specifici, come l’omicidio o la violenza sessuale.

Questa legge è sembrata ai Hongkonghesi una violazione dei diritti umani, la paura collettiva deriva dal fatto che il range dei reati punibili con l’estradizione potesse essere aumentato, dando il via a una serie vera e propria di rapimenti.

Nonostante la sua gravità, questo emendamento non è stato l’unico fattore causa delle proteste, infatti la preoccupazione più grande da parte dei cittadini, è quella riguardante la fine dell’autonomia del loro paese: Hong Kong infatti è legata da un accordo con Pechino, il quale indice proprio il termine dell’autonomia di Hong Kong, che avverrà nel 2047.

La cosa che ha lasciato più perplessi gli stati occidentali, riguarda però lo svolgersi e, soprattutto, la violenta repressione delle proteste: si vedono spesso nei giornali immagini o video delle migliaia di persone che da settimane si riversano nelle piazze, con ombrelli colorati e maschere per non far trasparire la loro identità.

Purtroppo però, si vedono anche, nelle piattaforme social di divulgazione, video che mostrano come le forze di polizia di Hong Kong, siano pronte a rispondere ai manifestanti con manganellate e colpi di armi da fuoco, nonostante quest’ultimi stiano cercando solamente, adempiendo peraltro ai loro diritti, di far valere la loro opinione riguardante i casi politici che si stanno svolgendo nel loro paese.

Queste repressioni sono sintomo di un governo non totalmente democratico e/o sotto grandi pressioni estere, ci dimostrano anche il fatto che, la libertà di espressione non è un diritto che al giorno d’oggi si può dare per scontato. Perciò è importante che altri paesi, come ad esempio l’Europa o l’America possano intervenire per far cessare queste proteste, non però con gli stessi metodi adottati attualmente dalla polizia, ma con accordi unilaterali con Pechino e la stessa città di Hong Kong, così che si possa far valere, in modo democratico, la volontà dei cittadini di essere liberi e autonomi.

 

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