Oramai sempre più persone utilizzano dei social media per condividere con i propri amici, o comunque altre persone, la propria giornata oppure un parere su un argomento di tendenza.

La proposta emanata del deputato di italia viva che sancisce di poter accedere ai social solo mediante il proprio documento di identità, a parer nostro non può altro che avere degli aspetti negativi, o meglio, non ne troviamo una reale utilità.

Quando noi ci registriamo su un social media quale potrebbe essere Instagram o Facebook, occorrono solamente un indirizzo di posta elettronica, un nome, un nickname (che sarà poi quello effettivamente visibile da tutti) ed una password. Ovviamente sarà poi a discapito dell’utente decidere se aprire un profilo dove si è veramente se stessi oppure essere una persona totalmente inventata semplicemente per non svelare veramente la propria identità. 

L’inserimento di un documento fa solo sembrare che il nostro Stato ci voglia schedare, in quanto se lo si fa per ragioni di sicurezza, per evitare ciò che può essere ad esempio il cyberbullismo o lo stalking si può già benissimo risalire al colpevole non tramite un documento, ma semplicemente tramite l’indirizzo IP (un’etichetta numerica che identifica univocamente un dispositivo).

C’è da dire che gli utenti un pochino più esperti conoscono il modo di falsificare il proprio indirizzo IP, ma pensiamo anche che chi è capace di eseguire queste operazioni non si faccia problemi a trovare una soluzione per bypassare l’inserimento di un documento.

Da un’altro punto di vista meno malintenzionato ci sono persone che magari non condividono la loro vera identità sui social perché magari è insicuro di se stesso e quando esprime un proprio commento o una propria opinione non vuole farsi riconoscere. Oppure esistono persone che scrivono testi, storie fumetti che non gli interessa essere riconosciuti per la propria persona ma per il proprio lavoro.

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1 Comment
  1. Pierilda 2 settimane ago

    Emerge bene dal post che l’obbligo di inserimento di un documento avrebbe poco effetto su chi effettivamente, con malizia e accortezze tecniche, vuol tenere comportamenti incivili in rete.

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