Sui social è fondamentale avere un profilo per potervi accedere col proprio nickname, comunque accade spesso che persone che non vogliano essere identificate o rintracciate, usino nomi e profili falsi in modo tale da navigare in modo anonimo.

Di recente un tweet di Luigi Marattin ha fatto discutere molto, il quale sosteneva che per poter creare un profilo era necessario il documento d’identità, tutto ciò finì per essere una petizione online sul sito di Italia viva. Il tweet aveva come scopo quello di poter eliminare fenomeni illegali come stalking e diffamazione, ma, seppur avendo un obbiettivo giusto, risulta inutile e inapplicabile, poiché per accedere in rete è necessario avere un indirizzo IP da cui si può poi risalire al soggetto, quindi in poche parole è come se l’anonimato di fatto non esiste. Inoltre secondo il consiglio per i diritti umani delle nazioni unite scrive di protezione totale in quanto si è liberi di esporre le proprie opinioni in rete liberamente.

In conclusione essere anonimi in sé non è un reato, ma i fenomeni tramite esso, che sono puniti secondo la legge.

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