Il razzismo, definito come la presunta superiorità della propria razza su altre considerate più deboli e meno importanti, è un fenomeno che nel corso del tempo si è esteso attraverso pregiudizi ed atteggiamenti violenti e di disprezzo ad ogni ambito della nostra società, tra cui quello dello sport. Lo sport deve essere inteso come competizione leale e giocosa che non valuta o crea differenze tra giocatori in base al sesso o al colore della pelle (evitiamo di usare il termine “razza”in quanto è stato scientificamente dimostrato che la razza è un concetto inventato dall’uomo e che quindi, non esiste). Com’è noto a tutti Il razzismo è un fenomeno storico, così come lo è anche il razzismo nello sport: nel XIX secolo l’Inghilterra organizzò un piano di civilizzazione delle proprie colonie attraverso lo sport, evidenziando la propria imponenza sugli altri popoli. Lo stesso fece Hitler nel 1936, durante le olimpiadi di Berlino, per propagandare la supremazia dela razza Ariana: non andò tanto bene al Furher, dato che a vincere Quattro medaglie d’oro fu Jesse Owens, velocista statunitense di colore. Nonostante siano passati molti anni il problema del razzismo nello sport persiste ancora: è comune soprattutto sotto forma di cori razzisti da parte degli spettatori che stanno seduti a guardare e trasmettono la propria aggressività sui giocatori o sugli spettatori della squadra avversaria, spesso anche attraverso violenze, ferimenti. Ci sono molti casi di razzismo avvenuti recentemente in ambito calcistico: durante una partita contro l’Inter Koulibaly, difensore del Napoli, è stato vittima di cori razzisti da parte degli interisti – gli scontri tra le due tifoserie hanno anche portato alla morte di uno spettatore. Molti giocatori sono intervenuti per difendere il proprio collega, e per cercare di porre fine al razzismo e alla discriminazione.  Un altro caso è quello di Mario Balotelli, insultato dai giocatori romani con il “verso della scimmia” – anche qui la partita fu interrotta.

Lo sport, tra cui soprattutto il calcio, è uno degli ambiti che insieme alla scuola coinvolge ed accomuna tutti i giovani: è chiaro che questo sia uno dei mezzi da cui bisogna partire per fermare il razzismo, per mandare messaggi contro la discriminazione e per educare la nuove generazioni al rispetto verso l’altro e verso il diverso.

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