Qualche giorno fa Mario Balotelli è stato insultato dai tifosi, perché non considerato un vero italiano. Mario Balotelli, inizialmente Mario Barwuah, nasce a Palermo nel 1990 da immigrati ghanesi. Siccome i genitori avevano difficoltà economiche, lo affidarono ai servizi sociali e venne adottato, nel 1993, dalla famiglia Balotelli a Brescia.

Il 3 novembre scorso, appunto, dei cori razzisti hanno preso di mira il giocatore e lui, furioso, ha calciato la palla verso le tribune. L’arbitro, dopo aver capito la situazione dell’attaccante, ha sospeso la partita. Questo, però, non è l’unico episodio di razzismo manifestato per il colore della propria pelle.

Molte persone, infatti, si sentono superiori ad altri anche per l’appartenenza ad una determinata religione piuttosto che un’altra; per il proprio orientamento sessuale. Nella storia recente, uno dei fenomeni di razzismo più famoso è stato quello dell’ideale nazista nei confronti delle persone che non erano considerate pure, come la razza ariana. L’ideatore di questo sterminio fu Hitler, che fece deportare nei campi di concentramento gli Ebrei.

Dobbiamo capire che ognuno di noi è diverso dagli altri esteriormente ma, non per questo, bisogna etichettarlo o escluderlo. Ogni persona è speciale proprio perché è diversa e dobbiamo cercare di rendere le particolarità di una persona il loro dono.

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