Viviamo in un mondo dove le persone sono “catalogate” in base a certi fattori. Uno di questi è il colore della pelle: ma davvero una persona può essere insultata e considerata inferiore solo perché ha più melatonina rispetto a noi?

Ma il razzismo non è solo verso i neri; il razzismo è quel fenomeno che esprime l’odio (che in molte delle volte si trasforma in violenza fisica e psicologica) che prova una persona verso un’altra che differisce in qualcosa, quale può essere la nazionalità, la religione o la classe sociale.

Ogni giorno si sente parlare di razzismo.

Per esempio, 1 ottobre 2019: un migrante di colore mentre tornava a casa con la sua bicicletta dopo il lavoro, è stato aggredito con un bastone da un uomo sconosciuto; 23 settembre: un tassista indiano viene inseguito da un’auto con a bordo tre adolescenti e viene pestato e derubato quando è costretto a fermarsi al semaforo; …non ho bisogno di continuare, potete immaginare gli altri: tutti episodi di violenza gratis e ingiustificata.

Noi cosa facciamo quando sentiamo di questi gesti?

Innanzitutto, logicamente ci meravigliamo e ci sentiamo disgustati da questa gente che consideriamo “orrenda e brutale”; ma noi, prima di tutti, siamo ciò che critichiamo. Chi è che non ha mai avuto pregiudizi su qualcuno?

Nessuno può essere cosi sfacciato da dire “io”, ma nonostante ciò tantissime persone hanno preso posizione in merito alla questione.

Infatti a Firenze sono partite due iniziative contro l’odio e l’intolleranza: una sabato 16 e l’altra (invece nazionale) il 13 dicembre, in ricordo della strage in Dalmazia.

Il 13 dicembre 2011 l’estremista di destra e di CasaPound Gianluca Casseri si macchiò dell’omicidio dei due senegalesi Samb Modou e Diop Mor; in seguito si suicidò mentre le forze dell’ordine lo cercavano.

Questo ci fa pensare anche che il razzismo non è un fenomeno recente solo perché negli ultimi anni si è sentito parlare solo di sbarchi ed immigranti, ma c’è sempre stato: dai tempi delle antiche civiltà quando le persone venivano schiavizzate, come durante la colonizzazione mondiale, poi quando i dittatori della storia (menzionando Hitler) ordinavano genocidi di massa per chi apparteneva ad una razza diversa fino ad oggi.

Oggi, 15 novembre 2019, la società non si dovrebbe basare su questi stereotipati perché così le generazioni future non potranno conosceranno il progresso e la pace.

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