La scorsa domenica 3 novembre 2019 durante lo scontro Verona Brescia l’ attaccante di origini africane Mario Balotelli è stato bersaglio dei cori razzisti dei tifosi dell’ Hellas. Durante la partita sono infatti partiti degli ululati richiamanti il verso  delle scimmie da un settore dello stadio Bentegodi che, facendo irritare l’ ex-attaccante del Marsiglia hanno portato a sospendere la partita per alcuni minuti. Balotelli che, offeso dai tifosi, al 10’ del secondo tempo ha deciso di calciare il pallone con forza verso il settore da cui erano arrivati gli insulti, ha minacciato poi di lasciare il campo venendo successivamente convinto dai giocatori del Verona a continuare la partita. L’ episodio avvenuto non è purtroppo un caso isolato: i casi di razzismo persistono ancora nel nostro paese e anche oggi alcuni individui continuano ad essere presi in giro e discriminati solo per il diverso colore della pelle. Ciò che sorprende di più non è tanto che l’ episodio si sia verificato in ambito sportivo, in cui il gioco dovrebbe avvenire sempre in maniera pacifica ma che soprattutto, ancora nel 2019, l’ uomo non sia in grado di andare oltre il concetto di diverso e continui a ragionare in maniera infondata, dividendo in categorie sulla base di sciocchi dettagli, per il colore della pelle, per ciò che si indossa, per la religione a cui si appartiene. Come sostenuto dal giornalista Luca Tremolada, ritengo che la partita avrebbe dovuto essere sospesa, sia come segno di rispetto nei confronti dell’ attaccante, sia come punizione nei confronti dell’ ignoranza e della maleducazione dei tifosi che invece in questo modo saranno certamente tornati a casa convinti del proprio atteggiamento e senza un minimo pensiero di colpevolezza. Di fronte ad atteggiamenti inammissibili infatti chi riconosce l’ errore non dovrebbe adottare indifferenza. Sebbene infatti secondo il mio parere la paura nei confronti del diverso, essendo una caratteristica radicata nell’ uomo, non svanirà mai completamente e il razzismo seppure in parte continuerà a persistere nel futuro, resta fondamentale andare oltre il nostro spazio confortevole, intervenire di fronte all’ inconcepibile perché è solo così che l’ uomo riuscirà a progredire, per andare oltre l’ indifferenza facile, per essere  uomo all’ uomo.

“ Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l’ inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno a guardare”-Albert Einstein

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