Il rispetto, non solo nello sport, è la cosa più importante.  Non mi intendo di calcio, non lo seguo, ma il razzismo è un tema che mi sta molto a cuore.  Mi tocca nel profondo; posso parlarne in prima persona. Sedici anni fa mi hanno messo al mondo con l’augurio di essere felice ma non so se lo sono mai stata fino in fondo perché vivo in una cittadina dove devono cambiare ancora molte cose. Molti mi capiranno quando dico che essere neri in Italia può essere difficile: nessuno dovrebbe sentirsi a sminuito per il colore della sua pelle.

Mio padre mi racconta spesso di quando arrivò in Italia dal Senegal e quando lo fa spesso la butta sul ridere ma so che ha sofferto molto. Non deve essere stato facile per lui ma è un uomo molto forte ed intelligente e dopo tutti gli aneddoti che mi ha raccontato penso che potrebbe esserlo se possibile ancora di più. All’inizio i suoi racconti mi hanno stupita perché non avrei mai pensato che le persone potessero essere tanto crudeli. Racconta di quando tanti anni fa alcune vecchiette che uscivano dall’Ufficio postale dopo aver probabilmente ritirato la pensione lo vedevano passare vicino a loro e nascondevano la borsetta. Lui ci ride su perché dice che lo stipendio che lui aveva appena ritirato superava le pensioni di tutte loro messe insieme. Quando lavorava in una fabbrica un cliente che cercava il proprietario che però non c’era gli aveva chiesto se ci fosse “uno normale”. Non volevo crederci. Che cosa può essere definibile normale? Perché essere bianchi è meglio? Perché devo essere definita sbagliata? Che cosa ti cambia se sono più scura di te? Non mi sembra molto importante questa distinzione quando passate ore ed ore sotto il sole d’estate per assomigliarmi (che poi non vi ci avvicinate nemmeno, perché a me bastano pochi secondi)

Molti non immaginano nemmeno lontanamente che effetti può avere il razzismo sui ragazzi. Le persone si definiscono buone poi però nel momento di massima fragilità dell’individuo infilano il coltello per la gioia di vederlo affondare perché basta una singola cattiveria a rovinare il modo di vedere noi stessi per sempre.  Il razzismo distrugge le persone; le porta ad odiare quel qualcosa di loro che non possono cambiare; le porta a sentirsi prigioniere di loro stesse. Si arriva a credere che essere neri sia una catastrofe; che sia la ragione per cui non si è accettati o amati e ti porta a chiederti che cosa hai fatto di male per meritare tanto odio. Credimi, non hai fatto niente. Se sei una bimba spaventata col peso del mondo che ti crolla addosso lascia che ti dica due cose: c’è molto del tuo fisico che amerai; un giorno non vorrai essere nessun’altro se non te stessa. Non ascoltare le persone che ti dicono che non vali niente, sono loro che non hanno valore se vedono nel colore della pelle un fattore sufficiente per definire una persona. Tu sei speciale, hai avuto un dono, la tua pelle è come l’oro; guardati, sei bellissima con tutti i tuoi ricci indomabili e il tuo naso africano.

Abbiate il cuore di dire basta; basta al razzismo. È così che si riduce una persona: occhi e sorriso spento. Nessuno si merita di soffrire a maggior ragione non lo merita una persona cui l’unica colpa ha è di essere bellissima. Pensate che un bambino è un bambino e non merita di stare male. il colore della sua pelle non è poi così importante. I bambini sono uguali nero o bianco che sia merita di essere felice e di giocare il più a lungo possibile.

 Educate i vostri figli al rispetto; al rispetto del prossimo e alla sua felicità. Non siate gelosi perché la bellezza altrui non esclude la propria. Siate sempre gentili e generosi perché nella vita niente è facile e restare uniti serve. Dite loro che non bisogna avere paura del diverso ma che il diverso è diverso solo perché non siamo fatti per essere tutti uguali ma siamo fatti per stare diversamente insieme.

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