Ci troviamo alla fine del 2019, il 2020 è alle porte, ma ancora una volta tornano sulle prime pagine dei giornali episodi sconsiderati di razzismo nel mondo del calcio. La vittima, che sembra essere piuttosto ricorrente negli ultimi mesi, è Mario Balotelli, noto giocatore afro-italiano, che allo stadio Veronese ha subito pesanti insulti da parte degli spettatori sugli spalti, in particolare il capo degli ultras, Luca Castellini, per il cui gesto sono state ovviamente applicate delle sanzioni, prima fra queste la sua esonerazione da qualsiasi attività Veronese fino al 2030. Anche la zona est degli spalti, che è stato, durante la recente partita Hellas Verona- Brescia il luogo di maggior fermento degli insulti più vari e corali nei confronti del giocatore, che ha reagito lanciando la palla contro i suoi “disapprovatori”. Dopo la partita la discussione ovviamente non si è fermata, e si è riaccesa in seguito alle dichiarazioni rilasciate dal tifoso, che non ha mostrato alcun pentimento, anzi, ha avvalorato la sua tesi giustificandosi col fatto di avere anch’egli un giocatore di colore in squadra, che apprezza. Le sue parole hanno indignato gran parte dell’opinione pubblica, causando in primis una risposta pacata da parte del giocatore, e successivamente l’intervento argomentativo della stampa, che ancora una volta si pone delle domande: è possibile nel 2019 assistere a manifestazioni di cotanta ignoranza? Esiste ancora il razzismo in Italia? Il razzismo non è un argomento nuovo, e personalmente penso che non sia possibile tirare nuovamente fuori tutta l’etimologia e la storia che precedono questa parola ogni volta un fenomeno ci costringe a parlarne ancora. La società ha vissuto, nel corso di un lungo millennio, un’evoluzione strepitosa, sotto ogni punto di vista, ma risulta chiaro che per molti, le ideologie bigotte e dannose di un tempo sono ancora un punto di riferimento. Ne è l’emblema quest’ennesimo episodio di razzismo ingiustificato nei confronti di un giocatore, onesto cittadino italiano, che ha come unica colpa quella di avere origini straniere e la pelle più scura. Questo è per molti più che sufficiente, come abbiamo visto, per costruire una tesi in tutto e per tutto razzista. Che tale pensiero sia ancora profondamente radicato in Italia e non solo non si può mettere in dubbio, visto e considerato che risulta argomento di discussione continuo anche e soprattutto sul piano politico, con figure rilevanti come il ministro Matteo Salvini. Certamente la discriminazione non è sempre infondata, poiché molti non tollerano che persone straniere vengano in Italia senza alcun diritto sociale e vengano mantenute senza far nulla, o ancora di più molti hanno paura di perdere lavoro a causa loro, ma sono cause che non giustificano le azioni e le parole cui assistiamo quotidianamente. In definitiva penso che il razzismo non sia un problema risolvibile con un progetto, non esiste alcun potere o cifra che possa sradicare per magia dalle menti di molti l’ignoranza che li affligge, l’unico antidoto e l’informazione, l’accoglienza di una nuova ideologia di popolo globale, senza barrire culturali e di etnia.

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