Una grande percentuale della nostra quotidianità è fatta da internet. Noi tutti usiamo la rete, per cercare le cose più svariate, ad esempio una ricetta, una canzone che ci frulla in testa, una notizia dell’ultimo secondo o semplicemente per contattare i nostri amici in giro per il mondo. Ma per usufruire di tutte queste informazioni, per ricevere un prodotto così efficace e semplice abbiamo dovuto aspettare oltre 50 anni. La vita di noi giovani si basa sull’utilizzo della rete per scopi didattici, di informazione. Ma soprattutto noi utilizziamo molto i cosiddetti social networks. Con questi riusciamo ad avere tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno in un solo click, solamente aprendo l’icona di Instagram, di Facebook o di altre decine di piattaforme. Ma cosa stiamo realmente permettendo a questi grandi colossi dell’internet di fare? Ogni volta che ci connettiamo per la prima volta ad un sito accettiamo centinaia di condizioni sulla privacy, che alcuni di noi neanche leggono, e facendo ciò stiamo mettendo al servizio di queste grandi multinazionali i nostri dati anagrafici, i nostri gusti o ciò che invece proprio non sopportiamo. Con tutte queste informazioni le aziende ci inviano centinaia di pubblicità create secondo i nostri gusti e che ci porteranno inevitabilmente a spendere per l’oggetto in discussione.
Nel corso degli anni sono andati sempre più aumentando i cosiddetti “MEME”, è un po’ la satira del web, dove attraverso l’uso di video, foto o audio, i personaggi più svariati vengono utilizzati per far ridere lo spettatore. Alcuni di questi personaggi attraverso questi post, di natura comica e di spirito, hanno visto la propria carriera andare in frantumi o addirittura la loro stessa vita. Altri invece hanno visto il proprio numero di followers (seguaci) aumentare sempre di più.
Nell’ultimo periodo si è andato sempre più sviluppando il fenomeno dei Tik Tok, video amatoriali di circa 15 secondi dove gente di tutte le età canta in playback con di sottofondo la canzone del momento. Molti di questi ragazzi sono diventati persino famosi. Andy Warhol diceva: “in futuro tutti saranno famosi per 15 minuti”, ma forse si sbagliava bastano solo 15 secondi.
Quali sono i prospetti per il futuro? All’interno del convegno “I primi 50 anni di internet” organizzato dal Consiglio nazionale delle Ricerche (Cnr) e dall’università di Pisa, insieme con il Politecnico di Torino e di Milano, si sottolinea come il futuro dell’internet sia dettato dall’uso di computer quantistici collegati attraverso comunicazioni molto più veloci e sicure di quelle attuali, sfruttando le proprietà del mondo subatomico che permetteranno di trasmettere grandi quantità di dati, come le sequenze di Dna o legati allo studio del clima.

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2019 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account