Era il settembre del 1969 quando nasceva ARPANET, una rete di computer che dà le origini a Internet.        Da qui in poi sarebbero cambiati radicalmente i nostri usi, in particolar modo nei metodi di comunicazione e nel mondo del lavoro.

Ad oggi sono passati cinquant’anni e gli effetti di questo fenomeno sono ben evidenti, infatti grazie ad esso non esistono più confini; ci si può mettere in contatto con il mondo intero, ci si può chiarire ogni dubbio di qualsiasi natura scientifica, culturale e artistica.

 Grazie poi allo sviluppo di Amazon si può avere a disposizione qualsiasi oggetto che ti serva nel giro di tre giorni senza la necessità di spostarsi, grazie ad Instagram si possono creare rapporti interpersonali di amicizia e collaborazione e grazie a Spotify si può addirittura ascoltare qualsiasi genere di musica secondo i propri gusti.

La rapidità con cui nell’arco di cinquant’anni si sono ottenuti tali vantaggi ci porta a pensare che nel giro di pochi anni si moltiplicheranno questi servizi. Non possiamo però nascondere a noi stessi che questi strumenti potranno creare degli svantaggi quali l’uso scorretto da parte delle multinazionali dei nostri dati personali e la nostra “sudditanza” alla macchina poiché la tecnologia deve servire all’uomo e non essere l’uomo lo schiavo della macchina.

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