l’italia, da un indagine statistica è risultata tra i primi stati in Europa per quanto riguarda l’evasione fiscale, fenomeno che comporta ripercussioni gravi e pesanti sull’economia dello stato. I potenziali evasori sono le grandi imprese, dove non riguarda solo la semplice omissione dello scontrino o della fattura, ma bensì grandi frodi doganali o operazioni indebite con l’estero, reati che non verranno tenuti conto dalle misure di contrasto all’utilizzo del contante che il Governo sta mettendo a punto con la legge di bilancio 2020. Dopo Spagna e Malta, l’Italia è lo stato che maggiormente usa il contante per fare pagamenti di ogni genere, a differenza di altri stati che usano costantemente il pagamento elettronico tramite carta di credito, strumento molto utile a garantire la tracciabilità del denaro, infatti ogni transizione viene controllata e registrata dalla banca. Può essere anche molto comoda, basti pensare che si possono portare con sè cifre di denaro elevate con un piccolo oggetto. Ha anche i suoi contro, infatti esiste il fenonemo dell’hacking, ovvero, il furto delle credenziali, usando un sistema tecnologico che riesce ad entrare direttamente nel conto. L’utilizzo della carta di credito resta comunque un sostituto valido al contante sia per comodità che per un maggiore controllo fiscale. Penso inoltre, che per una incisiva collaborazione all’evasione, il nostro fisco dovrebbe essere meno esigente, al fine di rendere i sacrifici dei contribuenti meno invasivi, così da invogliare tutti a pagare, di conseguenza con una pressione fiscale inferiore, molti super evasori si trasformerebbero in contribuenti onesti.

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