Negli ultimi anni numerose banche del nord Europa hanno fatto partire la lotta al contante, alcune lo hanno abolito completamente, altre hanno posto un limite sui pagamenti di circa 1500-2000 euro, i motivi proclamati dalla propaganda sono molteplici: i pagamenti elettronici garantiscono un certo tipo di sicurezza, il monitoraggio e la tracciabilità  dei movimenti in denaro impediscono le frodi come l’evasione fiscale e il lavoro in nero, si può trovare anche un vantaggio ambientale, ossia che spesso tonnellate di banconote vengono trasportate da mezzi blindati, che sono quindi produttori di gas-serra. L’economia sommersa, così viene chiamato il fenomeno che comprende lavoro in nero ma anche criminalità, illegalità ed evasione fiscale per questi motivi si è pensato di eliminare il contante, ma la gente non ha preso in considerazione le conseguenze, così ora ci soffermeremo su questa manifestazione che sta demonizzando il contante. In primo luogo, come dimostrano i dati non solo è molto più facile evadere, ma le somme sono infinitamente maggiori quando si parla di frode per transazioni elettroniche, perciò come si deduce facilmente questa è una lotta al ceto medio-basso, coloro che sono impegnati in settori come quello edile e manifatturiero (una buona parte perciò riguarda gli immigrati e coloro che hanno abbandonato gli studi precocemente). Un altro elemento non meno importante è il fatto che nei pagamenti con banconota non ci sono commissioni, mentre evidentemente l’obbiettivo è di ricavare da ogni operazione che si compie, da una corsa in taxi alla colazione mattutina. Quest’ultimi erano i motivi più evidenti, ma un altro non va assolutamente sottovalutato, ossia che le banche dopo che ricevono i soldi dalla gente, li impegnano attraverso degli investimenti e risulta per loro impossibile renderli in contante, mentre con le transazioni questo problema non si verificherebbe più. Concludo dicendo che è giusto condannare la criminalità e l’evasione fiscale, ma forse questo non è il modo giusto, poiché le frodi continueranno sicuramente anche dopo questo passaggio ai pagamenti elettronici. Inoltre vorrei sottolineare come il rimanere anche parzialmente nella cultura del contante non è assolutamente sintomo di arretratezza mentale, tecnologica e sociale, come magari si può pensare. Credo che si debba risolvere il problema alla radice se si vuole evitare il lavoro in nero forse si dovrebbe agire su altre fonti, magari anche evitando la povertà dovuta ad una “sbagliata” retribuzione di molti lavori.

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