Per definizione, la generazione Z è la generazione che comprende tutti i ragazzi nati tra il 1995 e il 2010, che segue quindi la cosiddetta Generazione Y (o Millenials), che comprende tutti coloro che invece sono nati tra il 1981 e il 1996.

La caratteristica principale di questa classificazione sociale è il diffuso utilizzo di internet, non a caso questa è chiamata la generazione dei Nativi Digitali. I membri di questo gruppo sono nati quando ormai le odierne tecnologie erano già diffuse e quindi sin da piccoli sono stati abituati ad utilizzare dispositivi tecnologici, a differenza delle generazioni precedenti che invece hanno acquisito in età adulta o adolescenziale queste nuove conoscenze.  Quasi tutti i ragazzi della generazione Z possiedono un PC, un telefono, e anno quindi uno strettissimo rapporto con internet: nessuno di loro ha mai fatto una ricerca scolastica attraverso un’enciclopedia (ma esistono ancora le enciclopedie?).  Un grande problema, se si può definire così, è il forte attaccamento ai social media a causa dei quali l’amicizia tenda a diventare un sentimento puramente virtuale e perde tutto il suo valore: i ragazzi preferiscono stare a casa a chattare con qualcuno che non conoscono, a giocare alla playstation o a navigare sul web piuttosto che uscire a mangiare un gelato con un amico (non a caso inizialmente questa generazione era chiamata “Homeland generation”, ovvero destinata a restare a casa).

I membri di questa generazione sono nati in un ambiente più globalizzato, e questa è una fortuna in quanto rispetto alle persone più adulte non hanno in mente alcun concetto di limite (etnie, culture, genere, razza), e questa è la spinta giusta verso una mentalità più aperta e più moderna.

Una caratteristica negativa è che i ragazzi di questa generazione si divertono principalmente fumando e bevendo, ma soprattutto bruciando le tappe senza controllo e volendo subito fare un salto nell’età adulta. Quasi la metà di loro pratica “binge drinking”, un’attività che prevede bere cinque o più bicchieri di alcol in una volta. Questo ha conseguenze drastiche: basti pensare che molti di loro finiscono in ospedale a causa di un coma etilico.  A questo “piccolo vizio” del bere si aggiungono anche quello del fumo di sigaretta (su dieci milioni di fumatori in Italia il 15 % è composto da minorenni), il fumo di erba e l’utilizzo di altre sostanze stupefacenti.

Nonostante queste problematiche del gruppo Z, i ragazzi di questa generazione sembrano essere quelli più desiderosi di aiutare il proprio paese, e a differenza dei propri genitori che magari credevano nel “sogno americano”, sono ragazzi che cercano lavori legati alla propria passione e non ad un salario alto, e quindi molti di loro, legati alla propria terra, preferiscono restare lì e lottare per aiutarla piuttosto che scappare

 

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