Inquinamento, crisi climatica, e mobilitazione mondiale, sono gli argomenti di maggiore spicco ormai da anni. In passato purtroppo sono state molte più le parole che i fatti riguardo possibili soluzioni. Il fatto più preoccupante è che solo ora ci siamo davvero resi conto della gravità della situazione, e abbiamo preso coscienza del fatto che senza un intervento drastico e immediato si potrebbe giungere ad un punto di non ritorno.

La prima vera sollecitazione a cui stiamo assistendo per la prima volta dopo anni, ci giunge da una giovane ragazza, di nome Greta Thunberg, che a soli 16 anni, si è messa contro tutto il mondo per far sentire la propria voce, con la speranza di incitare a cambiare le proprie abitudini. Le sue parole hanno fatto strada fra tutti i social media, ottenendo una rilevante attenzione su scala globale. I suoi numerosi interventi in giro per il mondo, che sono stati commentati anche da persone di un certo rilievo, hanno riacceso la discussione dell’inquinamento globale e del suo impatto sull’ambiente.

In molti hanno preso consapevolezza della mancanza di sufficienti interventi da parte di chi sta in alto, che potrebbe fare molto, e hanno scelto di protestare scendendo, solo nel corso di questo anno, ben 3 volte in piazza in massa, con cartelloni e frasi mirate. Senza dubbio ciò ha attirato l’attenzione dell’opinione, generando un certo scalpore. Greta è arrivata a presiedere niente meno che una conferenza con la stessa assemblea dell’ONU, nella quale ha sfogato tutta la sua frustrazione con lacrime di rabbia. Ha infatti affermato, con l’approvazione di molti fra coloro che l’hanno ascoltata, quanto sia grave il disinteresse da parte dei poteri forti, che hanno come solo e unico interesse la “fiaba” della crescita economica e dello sviluppo industriale: “Siamo all’inizio di un’estinzione di massa e tutto ciò di cui parlate sono i soldi e le fiabe dell’eterna crescita economica”, queste sono le parole disperate che riassumono il pensiero della giovane attivista.

Le sue parole hanno colpito molto il pubblico, ed è stata candidata al premio Nobel per la pace, per la quale era anche favorita, tuttavia alla fine non le è stato concesso tale onore. Per alcuni è stato uno sbaglio, per altri un bene, insomma, il conseguimento del Nobel sarebbe stato più che altro un premio rappresentativo del suo impegno.

 I suoi discorsi non sono stati poi così complessi, così come la sua iniziativa, che parte semplicemente con lo studio a scuola, come di norma, dell’inquinamento ambientale, argomento che l’ha colpita molto profondamente, suscitando in lei un forte spirito di iniziativa. Così, sconfortata dalla visione di tale indifferenza da parte dei governi e delle associazioni, ha iniziato dalla sua famiglia, alla quale ha imposto subito dei limiti, poi ha espanso i suoi orizzonti, e col sostegno dei genitori prima, e dell’opinione subito dopo, è arrivata dove la vediamo adesso, seduta presso colloqui con alcune fra le persone più importanti della terra. Giusto pochi giorni fa, con la terza manifestazione relativa all’iniziativa “Fridays for future”, abbiamo assistito alla sua influenza nella mentalità dei giovani.

Fra i suoi argomenti troviamo dei punti chiave che sono le colonne portanti della sua iniziativa; si tratta di proposte semplici, ma che hanno bisogno di essere prese sul serio se si vuole davvero apportare un cambiamento. Tutte le sue idee sono già state stilate in passato in vari congressi fra le associazioni ambientaliste, ma non sono mai state rispettate, di conseguenza non è arrivato alcun cambiamento. Dovremmo dunque limitarci a seguire alcuni punti chiave, radicati nelle nostre abitudini, per iniziare a vedere i primi cambiamenti, perché se 1 persona smettesse da un giorno all’altro (per esempio) di sprecare acqua e di buttare l’immondizia per terra, non succederebbe nulla, ma se anche solo un terzo dei 7 miliardi di persone che abitano la terra cambiasse le proprie abitudini, allora cambierebbe qualcosa in maniera percettibile. Le emissioni di CO2 sono incontrollate e la plastica ha distrutto l’ecosistema marino, è un vero e proprio appello ad un intervento da parte di tutti con ogni mezzo possibile.

Il riscaldamento globale, uno dei problemi di maggiore rilevanza, è un fenomeno apparentemente inarrestabile, è una reazione della terra all’inquinamento senza limiti dell’uomo, e per quanto molti lo giustificano come un normale cambiamento climatico, già avvenuto in passato, non è così. Le conseguenze dell’innalzamento della temperatura su scala globale non hanno bisogno di troppe descrizioni, ogni giorno quantità inimmaginabili di ghiaccio si sciolgono ai poli, la fauna e i relativi habitat in tutto il mondo ne soffrono, perché non sono preparati per reagire ad un fenomeno simile.

Pochi giorni fa un numero rilevante di scienziati ha inviati presso l’ONU una lettera, firmata uno ad uno, che si introduce così: “Non c’è alcuna emergenza climatica”. Fortunatamente le affermazioni degli scienziati coinvolti sono state immediatamente smentite, poiché gli sbalzi climatici avvenuti in passato hanno riguardato zone diverse della terra in momenti diversi, mentre attualmente sembra che il surriscaldamento stia colpendo uniformemente gran parte delle zone della terra. In definitiva per poter agire è necessario innanzitutto, sull’esempio di Greta Thunberg, fare in modo che tutto il mondo possa essere realmente consapevole della gravità della situazione, solo in questo modo risulterebbe spontanea la voglia di agire, per salvare la casa che da migliaia di anni ci ospita, e che stiamo giorno dopo giorno consumando, senza punto di ritorno.

1+
avatar
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2019 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account