“Huawei è qualcosa di molto pericoloso quando si guarda a quello che hanno fatto dal punto di vista della sicurezza, da un punto di vista militare. Molto pericoloso. Ma è possibile che Huawei sia incluso in un’intesa commerciale. Se abbiamo un’intesa, vedo Huawei incluso in un modo o nell’altro”. Così il Presidente americano Donald Trump ha espresso il suo giudizio sull’azienda cinese Huawei dopo aver, lo scorso venerdì 17 maggio, inserito la marca in una lista nera con la quale ha impedito alle aziende americane di vendere all’ impresa componentistica senza una licenza. In seguito all’ accusa di spionaggio e il pesante ordine restrittivo emanato, il presidente americano sembra allora aver cambiato idea arrivando addirittura alla ricerca di un accordo, che a seguito dei fatti avvenuti appare alquanto contraddittorio. Una scelta, quella fatta dal presidente, sicuramente dettata da motivi d’ interesse, stabilita in seguito a una possibile ripercussione sulle aziende americane derivata dalla decisione presa. Dall’ altra parte l’azienda cinese smentisce le accuse definendole infondate e lasciando una soluzione decisiva al prossimo incontro tra il presidente Xi Jinping e Trump, che avverrà al G20 a fine giugno a Osaka. Appare allora evidente che le decisioni prese da Trump sono di gran lunga distanti dalla preoccupazione per la sicurezza pubblica, sicuramente in secondo piano rispetto alle intenzioni di profitto del Presidente.

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