Non è più la Russia il grande avversario degli Stati Uniti nel Ventunesimo secolo. In un mondo in cui non si combatte più con le guerre e con i viaggi spaziali, lo scontro giochi sull’economia e sulla tecnologia. Così dopo i dazi e le dogane su prodotti cinesi, Trump ha iniziato anche la guerra sui telefonini. Prima dell’avvento del 5G, il Presidente americano ha sferrato il suo attacco: l’obiettivo è quello di bloccare totalmente la diffusione di cellulari Huawei negli Stati Uniti d’America. La scelta, benché abbia ragioni prettamente economiche e strategiche, è stata anche giustificata dall’eccentrico capo di stato: dalla Casa Bianca fanno sapere che i telefonini Huawei sono una minaccia per la sicurezza non solo dei cittadini ma anche dei file dello Stato stesso. I loro sistemi informatici sono Infatti superiori per efficacia a quelli di Samsung e di Apple, quindi possono potenzialmente aprire uno spiraglio alla multinazionale cinese per impadronirsi di importanti dati di dominio privato. La guerra continua, sperando che non degeneri e rimanga un puro semplice scontro sulla tecnologia. Unica nota certamente positiva è il fatto che l’Italia rimarrebbe imparziale in un ipotetico conflitto, considerati i recenti accordi con il governo cinese e i rapporti tutto sommato buoni con gli Stati Uniti.

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