Fondata nel 1987, Huawei nacque per colmare il divario della Cina rispetto all’Occidente nel settore delle telecomunicazioni; non a caso, infatti, l’azienda è conosciuta soprattutto per i suoi smartphone che le hanno permesso di conquistare un secondo posto nel podio della produzione telefonica dopo Samsung. Tempi duri, tuttavia, sono questi per il Gigante cinese che da settimane manda avanti un’estenuante “battaglia” contro Trump e Google successivamente. La prima mossa sarebbe stata sferrata proprio dal presidente americano, il quale avrebbe firmato un ordine esecutivo per dare al governo il potere di impedire alle aziende negli Stati Uniti di acquistare apparati per telecomunicazioni prodotti da chi costituisce una minaccia per la sicurezza nazionale. Indirizzato sarebbe il provvedimento, quindi, proprio alla grande azienda cinese accusata da Trump di spionaggio, anche se, in verità, le prove che affermano ciò non si sono mai concretizzate. Tuttavia, l’America non è l’unico avversario di Huawei: si aggiunge a questa, involontariamente, Google. La ricchezza dei cellulari Huawei non si basa, infatti, solo sulle innovazioni che questi possiedono, ma anche sulla collaborazione con Microsoft, il sistema operativo telefonico prodotto da Google. Costretto si è trovato quest’ultimo a tagliare i rapporti con l’azienda cinese poiché, secondo l’ordine esecutivo che conferisce potere al dipartimento del Commercio, nessuna azienda statunitense può fare affari con Huawei, salvo non ci sia un esplicito permesso governativo. Ciò non significa che il marchio telefonico non potrà più godere dell’utilizzo di Microsoft, bensì solo della versione base, senza, quindi, i prodotti di Google preinstallati; complicazioni ci saranno per Huawei per mantenere aggiornato il sistema operativo, sia per quanto riguarda la sicurezza sia per le edizioni future di Android. Dopo la sospensione, il dipartimento di Commercio avrebbe annunciato, inoltre, di aver emesso una licenza temporanea, che scadrà il 19 agosto prossimo, che consentirà a Huawei di continuare a inviare aggiornamenti e fornire assistenza a chi possiede i suoi smartphone e a agli utenti e alle aziende che utilizzano telefoni dell’azienda di organizzarsi, eventualmente, per passare ad altri fornitori, prima che i loro dispositivi smettano di offrire le attuali funzionalità. Cosa succederà ora a Huawei, il colosso che è riuscito a scalare le classifiche tra i più potenti produttori telefonici superando, addirittura, Apple? Il futuro per l’azienda cinese sembra molto incerto: danneggiata non è l’attuale produzione, i cellulari che già si trovano in commercio e negli store telefonici, bensì quella futura. Esiste, ovviamente, un piano B ed è quello di affidarsi ad un sistema operativo completamente diverso. Questa opzione sembra tuttavia spaventare: quasi tutte le aziende che hanno adottato questa alternativa, fino ad oggi, sono cadute nel fallimento.

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