La società contemporanea ha estremamente bisogno di gesti umanitari: pensiamo a quanti bisognosi vivono ormai in territorio italiano. Piccoli atti di beneficenza sono all’ordine del giorno, eppure, evidentemente, non possono risolvere un problema che si estende a livello nazionale. Per far fronte alla situazione, tuttavia, ogni gesto è ben  accetto. Celeberrimo è diventato quello di Don Corrado. L’elemosiniere del papa interviene a Roma, nel quartiere Esquilino, calandosi all’interno di un tombino ed eliminando i sigilli, posti a causa di bollette non pagate, sui canali di gas e luce, restituendoli ad un condominio di circa 400 persone. Un gesto, quello di Don Corrado, con propositi certamente solidaristici. Nonostante ciò, esso ha violato la legge e ha di conseguenza scatenato molte critiche nei confronti dell’elemosiniere di Papa Francesco. Sorge allora una domanda: fino a che punto possiamo oltrepassare la legge per far spazio a gesti umanitari di questo tipo? Fino a quando esiste l’opportunità di offrire fondi per aiutare queste persone, specialmente nel caso della Chiesa, non è affatto corretto affrontare un problema così grave con un gesto che, per quanto limitato ad un solo condominio, è anche illecito e, oggettivamente, poco risolutivo. Questa osservazione può essere altrettanto estesa al tema delle occupazioni abitative. Risolvere difficoltà di questo calibro è per ora fantascienza, ma cercare quanto meno di affrontarle e tamponarle per via legale può costituire certamente un ottimo passo in avanti.

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