Lo ha fatto, a nome del Vaticano, prendendosi la piena responsabilità dell’azione con la prefettura. Si chiama  «Don Corrado» come piace farsi chiamare, ed è l’elemosiniere di Papa Francesco che lo ha creato cardinale nel 2018 della Diaconia di Santa Maria Immacolata all’Esquilino. Don Corrado ha fatto spesso cose del genere, non è nuovo a iniziative clamorose, come quando rinunciò al suo appartamento personale per ospitare profughi e migranti. Egli è stato molto criticato dal nostro ministro dell’interno, il quale ha tentato  di scatenargli contro l’ira della sua piazza elettorale. Don Corrado è intervenuto personalmente per riattaccare i contatori, un gesto disperato, come lo chiama lui, perchè uomini in difficoltà, donne e soprattutto bambini, erano circa cento i bambini presenti, non potevano avere la possibilità di avere condizioni igieniche adatte. Don Corrado, come elemosiniere del papa a nome del santo padre, ha il compito di correre in aiuto di coloro che sono in difficoltà. Si potrebbe pensare alla lunga mano del Papa? Difatti non a caso Papa Francesco scelse il suo elemosiniere come sostenitore di coloro che soffrono e sono in difficoltà. Le persone in difficoltà vanno aiutate indipendentemente dal colore della pelle, della razza, di religione, è un concetto che è alla base di una società civile, il rispetto e l’amore per il prossimo sono i principi fondanti della chiesa cattolica, dunque un cattolico dovrebbe osservare questi principi. Senza dubbio non bisogna creare precedenti affinchè tutti si sentano autorizzati ad occupare stabili , ma in questo caso la chiesa si è mossa in osservanza di un principio importante che difende l’uomo e la sua dignità.    

 

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