Sono sempre stato dalla parte della legge. Tuttavia, di fronte agli sguardi disperati di coloro che soffrono la fame, i regolamenti sono fogli bianchi. Molte persone non hanno un lavoro che permetta di pagare l’affitto e cercano riparo abusivamente in strutture abbandonate, spesso cadenti e insicure, pur di procurare un tetto a sé e ai propri cari. Non si può pretendere di scacciare di casa intere famiglie: significa privare la povera gente di una delle poche speranze che nutre. È facile lamentarsi degli immigrati rifacendosi a facili stereotipi: “Non pagano le tasse, rubano lavoro agli Italiani e sono quasi tutti delinquenti. Bisogna ricacciarli da dove sono venuti così il nostro Paese risolverà i suoi problemi.” Occorre ricordarsi di alcuni dati e fatti storici che ci riguardano: l’Italia è una delle Nazioni dove persiste un’evasione fiscale tra le più elevate d’Europa e questo anche prima che avvenissero gli ultimi flussi migratori. Se gli extracomunitari tornassero immediatamente alle loro patrie, l’economia italiana crollerebbe come una torre priva di fondamenta che affronta un terremoto: infatti la maggior parte dei lavori più umili e la manodopera più faticosa è svolta proprio dagli immigrati. Inoltre dovremmo ricordarci che, nel secolo scorso, i migranti eravamo noi, che scappavamo dalla guerra e da condizioni precarie, proprio come coloro che oggi chiedono rifugio ai nostri porti e alle nostre frontiere.“Talvolta i porti sono il più bell’orizzonte che un uomo possa sognare”: la frase dello scrittore Andrea Camilleri colpisce profondamente, non solo per la poesia delle parole, ma perché ci ricorda quanto siamo fortunati ad essere nati e cresciuti nel benessere e  spesso tra gli agi della società Occidentale.
È stata un’azione nobile, un gesto simbolico prezioso quello del cardinal Kraiesky, che, come un buon Robin-Hood, ha riportato la luce in un intero condominio abitato da famiglie povere. Se queste centinaia di persone non riescono a pagare le tasse sull’elettricità e si sono ritrovate con un debito di 300.000 euro, il motivo principale è la disoccupazione o l’assenza di lavori sufficientemente retribuiti. Se il problema è quello delle bollette non pagate, sta ai politici istituire un fondo di solidarietà o promuovere iniziative di beneficenza da parte dei più abbienti.
I politici hanno il dovere morale di organizzare forme di solidarietà verso i più deboli!

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