Parte fondamentale della democrazia è costituita dalla propria autodifesa. Essa consiste nell’eliminare qualunque sorta di pretesa a rivoluzioni politiche. La costituzione italiana, per l’appunto, è autoprotetta e, in quanto tale, punisce apologia a regimi politici passati, tra i quali il fascismo. Quest’ultimo ha segnato un ventennio, senza dubbio buio, della storia moderna dell’Italia e per questa ragione l’attuale democrazia ha il dovere di evitare un eventuale ritorno. Nonostante ciò, in Italia continua ad esser presente una minoranza di stampo fascista. Una minoranza che, rapportata alla gravità del contesto fascista, appare però certamente sconfortante. Si verificano parallelamente risposte di emarginazione verso presunte difese del regime, come dimostra l’esclusione dal Salone del Libro di una casa editrice vicina a ‘Casapound’. In ambito scolastico, invece, non troviamo, oggettivamente parlando, ampia partecipazione politica. Anzi, c’è spesso disinteresse verso questo campo. Probabilmente, con attività che presuppongono maggior coinvolgimento ed informazione sull’attualità (ne è proprio d’esempio il “Quotidiano in classe”) è possibile ottenere più larga partecipazione politica, specialmente in difesa della democrazia. Proprio dall’indifferenza e dall’ignoranza, infatti, nascono i regimi totalitari, che oggi, ancor più di un’ottantina di anni fa, dobbiamo combattere.

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