A quasi un secolo dall’avvento del Partito Fascista e a più di settant’anni dalla sua caduta, rimane tutt’oggi il problema dell’ideologia che l’ha portato al potere. L’operazione antifascista condotta nel secondo dopoguerra, regolamentata dalla Costituzione, sembrava avere eliminato completamente qualsiasi forma di tendenza fascista. Eppure, negli ultimi anni, in concomitanza con la trasformazione della società che sempre di più ci tocca nel quotidiano, i movimenti di estrema destra trovano il consenso degli estremisti. Il problema è relativamente contenuto, in quanto l’adesione è ristretta, ma questa ideologia fascista, riscontrabile nei seguaci del partito Casapound, inizia a dare qualche problema, soprattutto tra l’opinione pubblica. Il più recente episodio è il caso del Salone del Libro di Torino, da cui un editore vicino a Casapound è stato escluso, a seguito di uno scandalo. Il problema era se la partecipazione di questo all’esposizione fosse un pericolo o no, presentandosi con un libro sul vice-premier Matteo Salvini. E la presenza di membri di partiti di ideologia fascista o di loro vicini è un potenziale problema in ogni momento della nostra vita: perfino nelle scuole, ambienti che dovrebbero essere protetti e sicuri, data la frequentazione dei giovani. Personalmente, non ho mai sentito il pericolo fascista nella scuola che frequento, e nemmeno avvertito in nessuno qualsiasi forma di tendenza.

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