Dopo le stragi che la Seconda Guerra Mondiale ha portato specialmente in Germania e in Italia, alcuni si ricordano solo delle vittime, ebrei e oppositori politici, altri delle azioni dei partigiani, che hanno messo fine ad anni che sono diventati simbolo della disumanità. Sono molti i ragazzi e le ragazze fieri di aver avuto un nonno partigiano, che ha lottato per l’Italia, e di ricordarlo come un eroe. È proprio il sentimento di vergogna nato in seguito a quest’avvenimento che ci tocca in quanto italiani, che con la Costituzione della Repubblica Italiana del 1948, ogni forma di propaganda di incoraggiamento a prendere una posizione fascista viene sanzionata. In questi giorni a Torino, il Salone del Libro si è trovato ad affrontare questo problema: negare la partecipazione della casa editrice Altaforte per un libro autobiografico su Salvini, considerato il “fascista” per eccellenza del nostro secolo. Un evento come il Salone del Libro, che dovrebbe interessare grandi e piccini, porta la discussione nelle varie scuole. È ormai impensabile che a distanza di quasi un secolo, il fascismo sia ancora tra di noi e soprattutto all’interno delle istituzioni scolastiche che dovrebbero insegnare l’Educazione Civica, il rispetto e l’importanza della vita, tanto che, arrivati allo studio della Seconda Guerra Mondiale, insegnanti e studenti costituiscono una voce sola nel “condannare” gli errori del fascismo.

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