Giornali satirici come Charlie Hebdo, che fanno spesso e volentieri battute dure e pungenti riguardanti i fatti di cronaca, non devono vedersi censurare il proprio lavoro perché di “cattivo gusto”. Il compito della satira è quello di far ridere lo spettatore, ma al contempo di far riflettere, per quanto possibile. Talvolta sono proprio le battute maggiormente pesanti, il black humor, che evidenziano i problemi di una società. Limitare la libertà di pensiero a ciò che è politicamente corretto, a ciò che non offende nessuno, è sbagliato: così facendo ci si priverebbe di allarmi molto utili. Chi, per qualsiasi motivo, non volesse sentire, o leggere, il black humor non viene di certo obbligato a farlo. Bisogna anche dire però che vi è un luogo e un momento per ogni cosa e, di conseguenza, bisogna essere in grado, se si vogliono fare battute pungenti, di capire come, quando e soprattutto con chi potersele permettere. Bisogna quindi comprendere in che contesto ci si trova e solo allora decidere come procedere: per esempio è del tutto inadeguato scherzare sulla caduta del ponte di Genova in presenza di parenti e amici delle vittime, tuttavia ciò non vuol dire che, in circostanze diverse e con persone diverse, quella stessa battuta non si possa fare.

Decidere quali sono gli argomenti su cui poter ridere e sui quali invece no è sbagliato: è infatti lecito poter scherzare su ogni cosa, tuttavia bisogna valutare le situazioni opportune e soprattutto accettare che anche altre persone abbiano il diritto di scherzare su argomenti a noi cari e vicini.

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2019 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account