Ormai da diversi anni è diventato noto a tutti Charlie Hebdo, un periodico settimanale satirico francese dallo spirito caustico e irriverente, il quale ha provocato non poche polemiche in giro per il mondo. L’azione di critica, in Charlie Hebdo, è rivolta in primis alla difesa delle libertà individuali, civili e collettive, com’è difeso il diritto alla libertà d’espressione a partire dal proprio interno. Il settimanale a causa della loro satira fu bersaglio di due attacchi terroristici, il primo nel 2011 e il secondo, il più celebre, il 7 gennaio 2015, la causa fu una vignetta su Abu Bakr al-Baghdadi, leader dello Stato Islamico. In Italia furono molto discusse la vignetta pubblicata in seguito al terremoto di Amatrice in Italia, che ha causato 298 morti, in cui le vittime del terremoto vengono raffigurate come fossero dei piatti di pasta, sotto il titolo “Séisme à l’italienne” e quella pubblicata riguardante il disastro del Viadotto Polcevera di Genova e sulla xenofobia del neo-ministro dell’interno Matteo Salvini. Che la libertà d’espressione sia un diritto non lo metto di certo in dubbio ma secondo me è proprio il concetto di satira a non essere del tutto corretto in quanto essa è accompagnata quasi sempre da una mancanza di rispetto con la sua tipica ironia puntigliosa. La libertà d’espressione, secondo me, finisce quando finisce il rispetto e il rispetto deve essere fondamentale. 

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2019 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account