Il terrorismo ha ucciso, i terremoti pure, un incendio ha rovinato il simbolo indelebile della cristianità francese, se non europea, eppure qualcuno gioisce, lucra e deride. Un qualcuno che il terrorismo l’ha subito sulla propria pelle, anche a causa delle orribile vignette pubblicate sul proprio giornale. Stiamo parlando di Charlie Hebdo, ovvero la massima esponente della satira francese. Eppure questa volta probabilmente si è superato il limite, la presa in giro scherzosa diviene offesa e crea odio, violenza, stragi. Allora perché non intervenire? Si bloccano siti inneggianti alla violenza, si chiudono blog, addirittura i genitori stessi possono limitare l’esperienza online dei figli con il ‘parent control’, ma ancora non si è intervenuti in campo giornalistico. Intervenire, d’altronde, è quasi impossibile. “Per la santa libertà le testate giornalistiche non devono essere chiuse”. Ma siamo proprio sicuri che alcune di queste ci rendano più liberi, più coscienti del mondo che ci circonda? Creare odio su una pagina, con una pagina, è semplicemente una violenza, che si sposta dal piano fisico a quello mentale. Una violenza provocatoria, che spinge il deriso ad odiare egli stesso la testata e quello che rappresenta, portando ad una tensione continua, in netta contraddizione con un Paese democratico. Ma ancora questi ‘giornalisti’ pubblicano indisturbati, e lo faranno ancora a lungo, perciò Notre-Dame, con il tuo splendore, la tua potenza, mostra ancora una volta dove stia il bene, dove stia la libertà, dove stia la democrazia.

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2019 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account