Il genere della satira, che esiste sin dall’antica Grecia, ma che negli ultimi anni è stata considerata la peggior nemica dei fatti di cronaca, ha sempre avuto un’enorme influenza sulla politica e sulle idee del popolo riguardo a quest’ultima.

Prendiamo come esempio la famosissima rivista satirica “Charlie Hebdo”, più volte criticata per le satire troppo aggressive e graffianti. Ma non è questo lo scopo della satira? Se non mettiamo in discussione la libertà di pensiero ed espressione, allora stop alle critiche verso questo genere; non stiamo incitando ad avere meno senso critico, bensì a non considerare le vignette satiriche del tutto negative.

Queste nonostante possano rivelarsi pesanti, tuttavia mettono in luce problemi e aspetti di questi ultimi che non tutti notano, quindi non dobbiamo ritenere che la satira voglia prendersi gioco dei morti nelle stragi o degli incidenti e delle catastrofi. Va bene esprimere le proprie idee, ma fino ad un certo punto, poiché una semplice vignetta può causare una dozzina di morti, ed è proprio quello che è accaduto nell’attentato alla sede della rivista a Parigi il 2 novembre 2011 e anche il 7 gennaio 2015.

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