L’incendio alla cattedrale di Notre-Dame ha subito richiamato l’attenzione dell’ormai famosissima rivista di Charlie Hebdo che non poteva certo non intervenire riguardo ad un evento così significativo. La tipica satira aggressiva della rivista non si è smentita neanche questa volta: il manifesto infatti è impostato come una critica a Macron e alla sua politica. Molte sono state le critiche mosse a Charlie Hebdo, soprattutto perché reputato come un intervento totalmente assente di sensibilità. Ma è proprio questo lo scopo della satira: giudicare in maniera critica e accentuare i punti negativi dell’argomento che si sta trattando proprio al fine di far riflettere coloro che ascoltano, leggono o guardano manifesti satirici, in modo da provare a influenzare l’opinione pubblica e di far notare tutti gli aspetti dell’argomento. La satira infatti è uno strumento molto utile a livello sociale e per questo dovrebbe essere lasciata libera di esprimersi, a meno che essa non abbia solamente lo scopo di criticare, di portare in giro, di distruggere completamente la dignità di qualcuno. La linea di demarcazione è veramente molto sottile e spesso anche i più bravi satirici hanno osato superarla. A volte, inoltre, pur di criticare si azzarda dire cose o fare paragoni assurdi, proprio come è avvenuto in questo caso. Comparare il dolore di perdere un simbolo così fondamentale con i tragici avvenimenti nel Mediterraneo non è possibile e non è da persone mature: i due fatti sono totalmente distanti tra loro e portano con sé significati diversi. Le tragedie nel Mediterraneo sono comunque dolorose, bisogna prenderne atto, ma sono molto distanti dalla quotidianità di un francese e certo la perdita della loro cattedrale li colpisce più a fondo poiché hanno vissuto il fatto in prima persona. Tutta la loro storia, la loro cultura, la loro massima espressione artistica era contenuta anche e soprattutto a Notre-Dame e il loro pianto è del tutto giustificabile.

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